Cambio ai vertici del Teatro Stabile, De Luca apre al rinnovamento

Venerdì 15 Marzo 2019 di Giovanni Chianelli
Alla fine Vincenzo De Luca ha scelto. Anche per lui la direzione del Mercadante può/deve cambiare: «È evidente che va concludendosi una stagione importante per il Mercadante». Il presidente della Regione lo ha detto a margine della conferenza stampa di presentazione del Napoli Teatro Festival. Ha però elogiato il lavoro di De Fusco: «Siamo riusciti a difendere la collocazione del teatro tra i teatri nazionali, perché rischiava di uscire dalla lista. Ora si apre una nuova stagione e con grande serenità si può lavorare al gruppo dirigente. Dobbiamo lasciar lavorare il presidente del cda Filippo Patroni Griffi».
 
Poi, facendo trapelare una preferenza per l'opzione che sembra raggiungere maggiori consensi, quella di un ticket tra una direzione artistica e una amministrativa, cara anche al Comune, ha aggiunto: «Credo sia utile ragionare su un possibile rinnovamento del gruppo dirigente del teatro con figure di grande qualità dal punto di vista della direzione artistica e dal punto di vista organizzativo».

Sembra sia fatta, dunque, per un cambio rispetto alla direzione di Luca De Fusco. Conti alla mano, se anche il suo sponsor principale, la Regione, pare non voglia confermargli il mandato, la maggioranza nel consiglio di amministrazione (che si riunisce lunedì prossimo) è per un rinnovo del direttore.

E il diretto interessato, De Fusco? «Finora sono stato zitto, essendo l'oggetto principale della discussione. Tuttora dico che presenterò lunedì in cda il bilancio del 2019 che arriva a 12 milioni euro. Prima il teatro fatturava 4 e mezzo, ho triplicato il giro d'affari. E se contiamo l'aumento degli abbonati e il fatto che dal sedicesimo posto oggi il Mercadante è al sesto, posso dire che è una situazione anomala: normalmente nessun cda metterebbe in discussione chi ha diretto così un'azienda privata». Ma il Mercadante, e De Fusco lo sa, non è privato. «Uno Stabile viene gestito con logiche politiche. Però non mi vedrà mai d'accordo una divisione tra parte artistica e amministrativa. Se si vuole continuare a fare un teatro grande, europeo, con una compagnia e produzioni internazionali, ritengo di essere ancora il candidato ideale. Se si vuole invece un teatro territoriale, o meglio assessoriale, che finanzi prevalentemente autori napoletani, allora potrei io stesso defilarmi dalla candidatura». Nello stesso periodo di scadenza del contratto di De Fusco si concludono i mandati dei direttori di Genova e Firenze, potrebbe liberarsi anche un posto a Torino, se davvero Fonsatti dovesse approdare alla Scala. «Ho rapporti storici con i maggiori teatri italiani, da Firenze a Genova al teatro del Veneto. Se non dirigerò più il Mercadante sicuro non me ne starò a casa, vedremo», conclude il regista-direttore.

Nino Daniele è soddisfatto: «Questo clima mette il presidente del cda nelle condizioni migliori per operare la scelta futura. Nomi non ne faccio. Però quanti si potevano trovare a disagio, tra quelli che abbiamo sentito negli ultimi giorni, per via di una conflittualità ambientale, da adesso possono riprendere in considerazione l'ipotesi». Sul ticket, di cui è uno dei maggiori sostenitori: «Nel settore amministrativo vedrei bene qualche figura che lavora già da tempo nello Stabile». L'assessore sembra delineare la figura di un dirigente di lungo corso da tutti stimato in teatro come Mimmo Basso. Più difficile sarà la trattativa sul direttore artistico anche se potrebbe riaprirsi l'idea di una pluralità di presenze, magari con una consulenza, o una nomina ad hoc, per il San Ferdinando. In passato sono stati fatti i nomi di Renato Carpentieri, Alessandro Gassmann, Enzo Moscato, Mimmo Borrelli, Ruggero Cappuccio, però impegnato con il Napoli Teatro Festival Italia. Di Toni Servillo e Mario Martone che continuano a restare improbabili.

Emilio Di Marzio è il rappresentante nel consiglio d'amministrazione della Regione. «Che dopo molti anni di eccellente direzione possa esserci in una prestigiosa istituzione culturale un'esigenza di cambiamento per dare linfa alla programmazione è cosa condivisibile, e il presidente De Luca ha certamente ragione a sottolinearlo». Precisando: «Il tema ovviamente è garantire al teatro un livello di qualità adeguato». Infine Patrizio Rispo, nel cda per il Comune, che da tempo preme per un cambio di direzione: «Mi fa piacere apprendere che anche De Luca voglia un rinnovo. Era da un po' che lo andiamo sostenendo, ora possiamo iniziare a ragionare su un artista all'altezza della sfida». © RIPRODUZIONE RISERVATA