Capodimonte, arriva la donna col liuto di Vermeer per riaccendere le luci

di Gaty Sepe

Capodimonte si sveglia al suono del liuto. Quello della donna - probabilmente la moglie - che il pittore olandese Jan Vermeer dipinse intorno al 1664 intenta ad accordare lo strumento con lo sguardo rivolto alla finestra. «La donna con il liuto» arriva oggi nella pinacoteca napoletana dal Metropolitan Museum di New York dove sarà in mostra dal 18 novembre al 6 febbraio 2017 in un’esposizione che anticipa quello che sarà il nuovo allestimento del museo autonomo guidato da un anno da Sylvain Bellenger. Le sale 5, 6 e 7 della galleria sono state infatti ritinteggiate, dopo una ricerca in archivio, con i colori originari: giallo ocra la prima, rosso cremisi le altre due. Nuova illuminazione, più adatta al godimento di un dipinto - «il mio scopo è tenere un visitatore almeno un minuto davanti ad un quadro», ama dire Bellenger - e soprattutto una «app»: basta inquadrare il dipinto del maestro di Delft e sullo schermo dello smartphone appare il racconto della storia del quadro e del suo autore in tre lingue.

Questa mostra con cui lo storico dell’arte francese festeggia il suo primo anno alla guida di Capodimonte - museo e parco consegnati alla nuova autonomia dalla riforma Franceschini - è una sorta di test sul futuro di un luogo d’arte e di storia finito in penombra dopo le luci di fasti più che passati. Dopo l’epoca delle grandi mostre, con i turisti in fila davanti agli ingressi, sono venuti gli anni delle sale vuote - quando vi si concentrano a chiacchierare i custodi, che pure non abbandonano, sono più dei visitatori - benedette dalla folla soltanto nelle domeniche di aperture gratuite. I due milioni di visitatori l’anno che il premier Renzi ha vagheggiato nella sua prima visita sono ancora molto lontani ma il bilancio di quest’ultimo anno è positivo: fino al 30 ottobre gli ingressi sono stati 145.608 contro i 124.361 contati nello stesso periodo del 2015, mentre nei primi 6 giorni del mese di novembre ci sono stati 4.935 visitatori contro gli 8.249 dell’intero mese del 2015. Un incremento del 25 per cento, dunque, in un museo invisibile, oltre che in città, perfino nel bosco che lo circonda frequentato da centinaia di migliaia di persone: se sono poche o nulle le indicazioni nelle strade cittadine, sono praticamente assenti quelle che tra i viali alberati del parco che Bellenger ha ripulito, potrebbero «catturare» mamme con bambini, coppie amoreggianti, comitive di adolescenti e i tanti serial runner che non rinunciano alla corsa nemmeno sotto la pioggia, e portarli all’interno della Reggia davanti ai capolavori di Raffaello, Botticelli, Caravaggio, Ribera, o Warhol.

Da oggi 150 manifesti con «La donna con il liuto» di Vermeer appariranno in città e a Salerno in alcuni punti strategici dove per un mese sono state affisse le immagini della campagna di promozione del Museo e del Real Bosco realizzata da Mibact, Regione Campania, Scabec, Unico e CampaniaArtecard. E per Natale dovrebbero essere installati lungo il percorso dall’Archeologico a Capodimonte anche i banner della campagna «La bellezza di ogni tempo» che il Comune ha promesso da tempo per valorizzare la pinacoteca nella Reggia borbonica. Dalla primavera scorsa a disseminare per la città l’immagine di Capodimonte c’è anche lo Shuttle bus della CitySightseeing con la riproduzione della «Flagellazione» di Caravaggio: voluta fortemente dal nuovo direttore per «avvicinare» il museo al centro della città, la navetta funziona con una precisione invidiabile per i mezzi pubblici napoletani e porta, in 20 minuti, da Piazza Trieste Trento a Porta Piccola il 10% dei visitatori. Peccato, però, che allo stazionamento davanti al San Carlo lo stallo del mezzo sia spesso occupato da motorini in sosta, che le paline con orari e fermate siano talmente alte da essere praticamente illeggibili, che non ci sia un pensilina per proteggersi dal sole, e soprattutto dalla pioggia, in attesa della partenza.

Appena arrivato lo storico francese si è concentrato sul parco: ha messo in sicurezza, tagliato piante, catalogato specie botaniche, ripulito la fontana e i viali, realizzato un campetto di calcio, scatenando polemiche e perfino un’interrogazione parlamentare e una denuncia. «Adesso il Bosco è un gioiello» commentano orgogliosi i dipendenti di Capodimonte, che pure non sono facili al complimento, mentre i frequentatori del Parco sottolineano che perfino le caditoie sono state pulite e si augurano che duri. All’interno della Reggia i cantieri hanno ripreso a funzionare, gli uffici sono stati spostati e concentrati tutti nel Palazzo Borbonico. Il museo ha finalmente un sito aggiornato. Ai visitatori viene consegnata una mappa stampata a colori, e non più una fotocopia, e un pieghevole con poche informazioni sul Palazzo, il Parco, il Museo e la fabbrica di Porcellane. Bellenger ha organizzato attività didattiche, concerti, incontri e serate a tema. Ha reso visibile - ma la sala è in allestimento - l’Armeria e riaperto la sezione contemporanea, ma all’interno del museo, 126 sale che raccolgono 2849 opere soltanto tra i dipinti, non ci sono cambiamenti visibili. Almeno fino ad oggi quando grazie alla «Donna con il liuto» di Vermeer, la prima delle mostre nel calendario del nuovo direttore, ci svelerà il futuro di Capodimonte.
Martedì 15 Novembre 2016, 11:45
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