Cappella Sansevero, la nuova stagione: non solo il Cristo Velato, c'è molto da svelare

Mercoledì 18 Maggio 2022 di Giovanni Chianelli
Cappella Sansevero, la nuova stagione: non solo il Cristo Velato, c'è molto da svelare

Un nuovo racconto di un luogo già celebre. Con il desiderio, dopo due anni di chiusure dei siti culturali, di riprendere una vita bruscamente interrotta dalla pandemia, «perché la normalità è molto più bella di quanto si pensi» dice Alessandra Masucci, presidente e da agosto scorso anche direttrice del museo Cappella Sansevero, dopo le dimissioni del fratello Fabrizio. «Da tempo abbiamo coniato lo slogan C'è molto altro da svelare perché volevamo che il nostro sito fosse conosciuto anche al di là del meraviglioso Cristo velato, la nostra star. Adesso riprendiamo a raccontare la cappella in tutte le sue bellezze». L'obiettivo è invitare i visitatori, che sono tornati al ritmo di migliaia al giorno, ad ammirare non solo l'opera di Giuseppe Sanmartino ma il complesso dell'impianto voluto dal principe di Sansevero e il resto del patrimonio. E oltre questo c'è da far conoscere il potenziamento dell'offerta al pubblico: accessibilità, capienza, servizi digitali.

La campagna di promozione del museo per la primavera 2022, spiega la Masucci, punta dunque su ciò che è meno noto: «Abbiamo detto che c'era molto altro da svelare, iniziamo a farlo. Perché chi ci fa visita potrà restare senza fiato anche di fronte alla Pudicizia di Antonio Corradini e Il disinganno di Francesco Queirolo, che completano il trio delle meraviglie della cappella». Uno degli altri scopi della nuova narrazione è diffondere il disegno artistico e l'iconografia dell'edificio progettato da Raimondo di Sangro sottraendolo al favolistico, dato «che nelle sue architetture riflette una volontà di scientificità e insieme di spettacolarizzazione molto moderna, delineando quasi un modello di proposta culturale». L'esempio maggiore è la sezione delle macchine anatomiche che, insieme alle sculture citate, fanno capolino nel logo disegnato da Giovanna Grauso dove dietro ogni lettera c'è un'immagine dei beni simbolo dell'ente museale. 

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I flussi turistici sono uno dei grandi nodi di quello che si conferma uno dei tre musei privati più frequentati d'Italia e che, solo nei primi 4 mesi del 2022, ha fatto già registrare 180mila ingressi con la media di 2000 persone al giorno, come prima del Covid: «Abbiamo ricevuto una grande lezione dalla pandemia, con gli accessi contingentati. Si è deciso di ripristinare gradualmente una capienza normale ma diversamente organizzata: le prenotazioni online che evitano le classiche file davanti al museo, che intasavano le stradine, sono passate dal 20% all'80%», spiega Francesca Liotti, responsabile della valorizzazione e della fruizione del museo. «Il visitatore adesso può scegliere giorno e ora, senza inutili code». Con un flusso più regolato, dice, si tutela la serenità dell'area del centro storico in cui la cappella è collocata, e in più si protegge il sito e il suo patrimonio: «E inoltre la qualità della visita ne risulta migliorata. Il nostro obiettivo primario non è fare record di visite ma far conoscere in modo adeguato la dotazione museale». Dopo l'emergenza sanitaria si è provveduto anche a una mini-destagionalizzazione degli ingressi, incentivando le visite nei primi cinque giorni della settimana per non ingolfare il weekend, in una primavera che vede Napoli accogliere migliaia di turisti ogni giorno. Infine, per sostenere la grande voglia di «Cristo velato» e del resto delle opere della cappella nelle giornate critiche in particolare i giorni di festa gli orari di ingresso si allungano di un'ora e mezza e la chiusura viene spostata dalle 19 alle 20.30. 

 

Novità anche sul fronte dell'inclusione: «Da tempo stiamo studiando dei percorsi per il pubblico con esigenze speciali. In passato ci siamo occupati di chi ha disabilità legate alla sordità e all'autismo con progetti ancora in corso, in quest'ultimo periodo la nostra attenzione si è focalizzata sui non vedenti», dice la direttrice. Si chiama «Descrivedendo Sansevero» l'iniziativa realizzata in collaborazione con l'associazione Subvedenti di Milano che prevede delle descrizioni degli ambienti di visita calibrate sulle esigenze di chi non vede, caricati sull'audioguida che è a disposizione di tutto il pubblico. Da settembre questo genere di offerta sarà arricchito da un altro progetto rivolto a soggetti con disabilità cognitiva sostenuto dalla casa editrice De Agostini.

«Mi occupo di Cappella Sansevero da quando non ero ancora laureata e ora sono molto felice di dirigerla», conclude la Masucci. «Il periodo della pandemia ci ha fatto ricordare l'importanza dell'ordinario, dovendo in qualche modo ripartire da zero. È stato fondamentale ritrovare la normalità, adesso continueremo a progettare in grande. Dall'autunno il museo tornerà ad ospitare mostre esterne, riteniamo che sia un luogo ideale per accogliere altre espressioni artistiche e scientifiche». 

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