Capri, Premio Faraglioni a Massimo Ranieri: ricordi ed emozioni in musica nel Teatro Quisisana

di Mariano Della Corte

CAPRI - Una serata unica quella di ieri sera in occasione della 25esima edizione del Premio Faraglioni consegnato a Massimo Ranieri, presso il teatro del Grand Hotel Quisisana. Una platea gremita ed entusiasta ha assistito alla manifestazione condotta con eleganza e talento dalla giornalista Rai Benedetta Rinaldi, organizzata dalla Prolocoarte dei fratelli Damino.

Massimo Ranieri è stato l’assoluto protagonista della manifestazione che è inziata con un’ intervista al poliedrico artista, all’anagrafe Giovanni Calone, che ha ricordato dei difficili esordi. Quinto di otto figli, Gianni, come lo chiamavano in famiglia, cresce nel rione Pallonetto a Santa Lucia, zona popolare del quartiere napoletano di San Ferdinando. Ranieri ha raccontato delle difficoltà iniziali, provenedo da una famiglia poverissima, che risideva al quinto piano di un vecchio stabile, dove per sbarcare il lunario era stato iniziato al lavoro sin da piccolo come garzone di panettiere, fattorino, commesso, barista e intrattenitore nelle cerimonie. Proprio così fu notata la sua voce, esortato dai compagni che lo portarono di forza su uno scoglio dove lui veniva costretto a esibirsi perchè non sapeva nuotare. La vera carriera di Ranieri come artista e musicista inizia con il grande Sergio Bruni che a soli 13 anni lo porta con sè negli Stati Uniti facendolo esibire sul palcoscenico dell’Academy di Brooklyn.

Al suo ritorno in Italia il successo esplode con Canzonissima nel 1970 di cui si aggiudica la vittoria col brano “Vent’anni”. Il trionfo di Canzonissima viene bissato due anni dopo nel ‘72 dove vince acclamato da Pippo Baudo e Loretta Goggi con il pezzo “Erba di casa mia”. Alcuni estratti video proiettati in sala ne ricordano il talento non solo musicale ma anche cinematografico che lo vedono a soli 18 anni girare un film impegnato come “Metello”, per la regia di Mauro Bolognini, per il quale si aggiudica tra i tanti premi il “David di Donatello” e “la Maschera d’argento”. Nel film per la tv “La Sciantosa”di Giannetti è accanto alla divina Anna Magnani e poi nel ‘74 per la regia di Romolo Guerrieri è protagonista della vicenda biografica di “Salvo D’Acquisto”.
 
 

In una serie di successi ripercorsi con vari trailer, Ranieri ha raccontato dell’importanza della napoletanità, menzionando alcuni cenni sulla canzone napoletana più conosciuta al mondo “O sole mio” composta da Eduardo di Capua nella lontana Odessa sul Mar Nero, rievocando così l’animo partenopeo capace di dialogare e trovare espressioni in tutte le latitudini. Un commosso ricordo del padre, scomparso venti anni fa e della sua carriera cinematografica e teatrale che lo ha visto legato a prestigiosi registi come Peppino Patroni Griffi che lo portò a recitare i grandi della letteratura russa, tra cui Andreev con “Il Valzer dei cani” , fino a ricordare l’incontro col grande maestro Giorgio Strehler che lo portò in tournée per tutta Europa.

Ricordate nel corso della serata anche le recenti interpretazioni di quattro commedie di Eduardo De Filippo per la Rai, tra cui “Filumena Marturano” e “Napoli milionaria” ed alcuni straci del programma Rai “Sogno e son desto” del 2014 che ottenne un gran successo di critica e pubblico. Ranieri poi si è esibito in un mini concerto che ha letteralmente estasiato il pubblico, partendo dal brano “Vieneme Nzuonno”, in omaggio al suo maestro Sergio Bruni ed alla Napoli dei suoi ricordi, fino poi a cantare suoi grandi successi come “Perdere l’amore” e “Rose rosse”, omaggiando anche Capri con due brani come “Anema e Core” e “Luna Caprese”.

Al termine della manifestazione Roberto Damino, insieme al sindaco di Capri, Marino Lembo e a Lucia Morgano hanno consegnato a Ranieri l’ambito premio, una scultura d’argento raffigurante i faraglioni, realizzata dalla gioielleria Pierino, con la seguente motivazione: “Artista geniale, tra i più completi dello spettacolo Italiano; orgoglio di Napoli e dell’Italia nel mondo. Nel corso della sua lunghissima e scintillante carriera ha messo sempre in primo piano le emozioni che ha saputo trasmettere ad ogni tipo di pubblico, qualità che hanno solo i grandi artisti; grazie al suo innato e puro talento, alla sua eccezionale versatilità, alle sue interpretazioni di straordinaria intensità ed al suo inesauribile entusiasmo è considerato dalla critica e dal pubblico una autentica eccellenza Internazionale della Musica, del Teatro, del Cinema e della Televisione”. 

Un accorato ricordo finale è stato rivolto ai fratelli Moreno e Vincenzo Damino, prematuramente scomparsi, ed al compianto Mario Morgano di cui ricorrono quest’anno cento anni dalla nascita, primo imprenditore caprese a credere nel Premio Faraglioni e nel progetto dei fratelli Damino, ben 25 anni fa. Al termine della serata Ranieri ha annunciato che a breve uscirà un suo nuovo disco di inediti, tra cui un pezzo con il grande Pino Daniele.
Mercoledì 28 Agosto 2019, 18:53
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