Chiesa, dopo Bergoglio arriva a Napoli l'ultra conservatore Müller

Venerdì 5 Luglio 2019 di Adolfo Pappalardo
Sbarca a Napoli Gerhard Ludwig Müller, prefetto emerito della Congregazione per la dottrina della fede dopo papa Ratzinger e poi spodestato da quel ruolo da papa Francesco per le sue idee troppo conservatrici. E lui che ha appena pubblicato un Manifesto della fede senza citare il Papa in carica che proprio una decina di giorni fa è stato a Napoli incitando a dialogare con le altre religioni.
 
«È il continuatore della battaglia di Benedetto XVI contro il relativismo. E a differenza di papa Francesco che ha sposato una certa modernità, lui è rimasto fedele a certi valori. Per noi è un punto di riferimento per un cattolicesimo più rigoroso», osserva Luciano Schifone, esponente storico della destra napoletana che ieri ha fatto gli onori di casa presso il suo centro culturale. L'occasione è il libro di Riccardo Pedrizzi, ex parlamentare di An, che ha presentato il suo libro Il Salvadanaio (edito per i tipi della Guida editore), con la prefazione proprio dell'ex arcivescovo di Ratisbona.

E, ad esclusione dell'ex sottosegretario ed esponente del Pd Umberto Ranieri, tra i relatori, la sala era affollata dalla destra ex Msi-ex An e cattolici conservatori (come Stefania Brancaccio, degli imprenditori cattolici). Da Bruno Esposito all'ex senatore Luigi Compagna, ex senatore del Pdl. «Il suo pensiero piace molto alla destra sociale e tradizionale», chiosa Luciano Schifone presentando il presule contrario al divorzio e che ritiene come «non esistano gli omosessuali ma solo le tentazioni».

Pedrizzi, ex parlamentare e una carriera nel mondo bancario, nel libro vuole fornire uno spirito identitario nazionale ed europeo fino ai richiami etici alla finanza. «Una sorta di manule di sopravvivenza - spiega - per chi crede che il Pil non sia solo un numeretto con decimali ma il resoconto finale dell'eterna lotta tra la caccia spasmodica al profitto e la ricerca del benessere».

Ma nella presentazione di ieri anche Pedrizzi manifesta le sue idee conservatrici. «Non tanto quando ribadisce come «ci sia una crisi antropologica dell'uomo che può essere combattuta solo con la dottrina della Chiesa».

«Il mondo moderno si fonda su una visione deficitaria dell'essere umano ormai ridotto ad un profilo dei social network. Una sorta di prodotto commerciale», tuona Müller. Che aggiunge: «Una mancanza di comunicazione e socializzazione che ormai troviamo anche nelle famiglie. In una sorta di omologazione del pensiero che ci riporta al tempo dei regimi totalitari». Per l'autore e per l'arcivescovo il «demone del dio denaro», ha sopraffatto ormai le vite degli uomini.

E lo spread dovrebbe misurarsi sull'animo umano». E infatti nella prefazione del libro di Pedrizzi l'arcivescovo Mueller scrive: «Un libro che guarda avanti, parla all'uomo, al cristiano, prima ancora che al politico, al banchiere, al finanziere, al legislatore, al controllore. Lo fa nel segno della Dottrina sociale della Chiesa che richiama il senso alto della solidarietà, della generosità, nell'utilizzo dei beni, del profitto stesso, indicando un legame invisibile e pur profondo fra guadagno e dono, che il peccato e l'egoismo spesso recidono, spazzano via». © RIPRODUZIONE RISERVATA