Lina Sastri: «Musica, teatro e canto, la Colombaia di Ischia ai giovani»

Giovedì 16 Luglio 2020 di Giovanni Chianelli
Di nuovo La Colombaia protagonista. La magnifica residenza a picco sul mare di Forio d'Ischia, dimora di Luchino Visconti, ieri è tornata al centro dell'attenzione per le parole di Lina Sastri: «Lancio un appello, non abbandoniamola all'oblio. Bisogna realizzare una scuola di musica, di canto, di teatro. Offro la mia disponibilità come coordinatrice dell'operazione» ha detto ieri mattina l'attrice, a margine della conferenza stampa di presentazione di «Un'estate da re», rassegna estiva della Reggia di Caserta.

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Parole che corrispondono alle finalità previste dallo statuto de La Colombaia: «Diffondere la cultura della comunicazione e dello spettacolo, con particolare riferimento al cinema e al teatro, attraverso la creazione di progetti ed eventi ad hoc». La conferenza si è tenuta a via Santa Lucia, nella sede della Regione che promuove la rassegna. Presente il presidente Vincenzo De Luca, che ha lasciato intravedere delle possibilità di recupero e rilancio della Colombaia, fondazione partecipata di Comune e Provincia e della stessa Regione Campania, azionista di maggioranza: «Ci stiamo ragionando. Tenuto conto dello stato di abbandono e delle esigenze di ristrutturazione e adeguamento dell'edificio, il suo recupero è una cosa di cui ci occuperemo ma non durante questo mandato. Comunque le ipotesi di lavoro sono varie» ha detto De Luca.

Tra i progetti, infatti, potrebbe starci un centro di ricerca in collegamento con le università campane. «Non necessariamente una scuola di cinema, dato che già esistono» aveva suggerito la regista Liliana Cavani, che pure giorni fa era intervenuta sul tema in un'intervista a Il Mattino: «Ricordo quando la visitavo durante le mie permanenze, ospite di Visconti. Mi piacerebbe realizzare a La Colombaia un parco pubblico con biblioteca e caffetteria, un ambiente di cui poter fruire tutto l'anno». Un luogo, comunque, «magico e quindi giusto per parlare ai giovani» il commento di ieri della Sastri che per «Un'estate da re» il 13 agosto presenta l'omaggio a De Filippo «Eduardo mio», oltre agli impegni di fine luglio con il Napoli Teatro Festival.

Che estate sarà, per lei?
«Il 17 luglio a Pietrelcina e il 25 nel cortile di Capodimonte per il Napoli Teatro Festival debutto con Maria Maddalena o Della Salvezza, un poema teatrale dal racconto Fuochi di Marguerite Yourcenar. Un racconto di passione dolorosa, una scrittura colta e profonda che, per mettermi alla prova dopo la lunga pausa della pandemia, voglio portare in scena. Invece ad agosto sarò a Caserta con Eduardo mio: l'esperienza personale che ho avuto col grande maestro che la vita mi ha fatto il dono di avere, con citazioni da Filumena Marturano e da La tempesta di Shakespeare che Eduardo tradusse in napoletano. Le musiche saranno eseguite dall'orchestra sinfonica del Verdi di Salerno».

Ha lanciato un appello per il recupero e il rilancio culturale de La Colombaia.
«È un progetto che coltivo da tempo, sono cittadina onoraria di Serrara Fontana e ho casa a Forio, sono molto legata all'isola. La vicenda della gestione de La Colombaia è annosa ed è legata alla politica, in questo non entro. Dico solo che sarebbe bello farne una scuola di teatro, di musica e canto. Mi propongo come direttrice, credo di averne i titoli. E lo faccio pensando ai giovani, anche io voglio lasciare qualche seme, pure per ricambiare il fatto di avere avuto grandi maestri».

Cosa rappresenta per lei?
«La conosco come la conosciamo tutti: era la casa delle vacanze di Luchino Visconti, la amava e ha espresso il desiderio di essere seppellito là, mi sembra molto simbolico che un maestro del suo calibro abbia espresso questa volontà. Ora il posto è inutilizzato e penso sia un peccato; un centro dedicato alle arti mi sembra un'operazione ideale per onorare la sua figura e per offrire ai giovani l'opportunità di formarsi».

Liliana Cavani ha parlato di un uso del luogo che vada al di là della scuola di cinema. Lei come la immagina?
«Sono d'accordo. Ischia per il cinema ha già tanto, tra festival e rassegne. Per il teatro meno, Visconti da quel mondo veniva. Potrebbe essere di richiamo per personalità appartenenti a una sfera, come quella teatrale, meno patinata. È un luogo magico, perfetto per parlare d'arte».
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