Africa chiama Napoli: Cafè Africa e 16 scatti per sfatare i luoghi comuni

Giovedì 17 Marzo 2016 di Francesca Cicatelli

Comunicare l'Africa. Si dice il Continente Nero è vicino. Ma forse è talmente sotto gli occhi di tutti da non riuscirne a tracciare una visione d'insieme, fermi piuttosto al solito punto nero dei luoghi comuni.  Parte da Napoli e Trento un movimento che incentiva l'informazione corretta sul tema. Si viene a sapere così che rispetto agli anni '90 si assiste ad un empowerment femminile in molti Stati dell'Africa e c'è un aumento della presenza rosa nella rappresentanza politica. Così come si assiste all''introduzione di sistemi di quote ad hoc nei partiti e la crescita dell'associazionismo. Si  sa anche però che resta ancora limitato l'accesso al credito e si muore di parto e per le mutilazioni.  
 
A stimolare il dibattito nazionale sull'argomento è l’associazione Cafè Africa che mette in contatto le donne africane con quelle italiane che si sono raccontate ieri tra testimonianze dirette e fotografie nell’evento «Donne Africa», al Pan di Napoli.
 
Alessandra Laricchia, prima donna italiana guida safari in Namibia, che con la sua associazione Cafè Africa cura la diffusione della conoscenza di una terra lontana per combattere gli stereotipi ad essa associati, ha promosso un incontro  con esperte del settore come Maria Cristina Ercolessi, docente di sistemi politici e sociali dell’Africa all’Università L’Orientale di Napoli, la ricercatrice Sara Borriello, la giornalista di Repubblica Maria Cristina Fraddosio con il documentario «On the tracks, Carpivi Strip: living natural resources», Mary Osei, presidente dell’associazione «Mondo Senza Confini», Andrea Maria Romano, direttore della scuola orafa Tarì, Ndlovu Mandisa Mandy, studentessa del Progetto scuola orafa per 25 studenti africani, Christina Ruggeri, giornalista del Tg2 autrice di «Dall’inferno si ritorna. La vera storia di Bibi in fuga dal Ruanda».
 

 

Ultimo aggiornamento: 19 Agosto, 08:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA