CORONAVIRUS

Coronavirus: Pompei riapre con droni,
un bracciale, una app e il numero chiuso

Mercoledì 29 Aprile 2020 di Carlo Avvisati
Un bracciale, una app, un drone e il numero chiuso: Pompei punta a riaprire case, strade e edifici pubblici, come anfiteatro e Basilica, a un turismo sicuro non appena la cosiddetta Fase 2, dettata dagli esperti e finalizzata al contenimento della diffusione del Covid-19, sarà pienamente operativa. La data ipotizzata per una ripartenza sarebbe quella del 19 maggio. Affluenza e sicurezza sarebbero così testati nella terza settimana di maggio. Ovviamente, il condizionale è d'obbligo perché ogni ipotesi di riapertura deve essere sostenuta e avallata dal Mibact. «Intanto che aspettiamo le indicazioni che arriveranno dal ministero» rivela il direttore generale del Parco archeologico pompeiano, Massimo Osanna «ci stiamo già organizzando per riaprire perché gli scavi offrono sia spazi all'aperto sia altri troppo angusti per garantire una visita in sicurezza».

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I percorsi individuati dunque sarebbero quelli in grado di consentire visite in regime di massima sicurezza, per gli spazi ampi in cui i turisti potrebbero muoversi. Si comincerebbe con visite tra Anfiteatro, Palestra, sino al quadriportico dei teatri. Insomma, la sicurezza innanzitutto. A partire da quella dei visitatori per continuare con quella degli operatori turistici che li affiancheranno e con l'altra del personale addetto alla custodia degli scavi. Il piano messo a punto, anche se manca ancora qualche dettaglio, prevede l'acquisto on line dei ticket. Gli ingressi, da tre che sono, verranno ridotti a due. Il terzo varco servirà per l'uscita dagli scavi. Ai due punti d'entrata saranno installati termo-scanner che rileveranno la temperatura dei visitatori e, eventualmente ci dovessero essere delle anomalie, la segnaleranno al presidio medico, che verrà assicurato dall'Asl di competenza.
 
 

Nel costo del biglietto è compreso un braccialetto, personale e da utilizzare solo per la visita, al cui termine sarà smaltito in appositi contenitori. Il braccialetto avrà un codice associato al biglietto d'ingresso e potrà consentire, su prenotazione, l'ingresso ad aree altrimenti riservate. Lo stesso visitatore, quindi, avrà a disposizione un'app scaricabile sul proprio telefonino e sarà guidato nella visita scartando o rimandando visite in luoghi o domus che in quel momento dovessero risultare troppo affollate. Per chi non avessero il telefonino sul quale attivare l'app oppure non volessero farlo, resterà sempre aperto un itinerario base consultabile nelle pagine di «Pompei per tutti». Lo stesso itinerario, poi, potrà essere utilizzato anche dai visitatori diversamente abili. Il tutto, verrà controllato dai droni che supporteranno in questa fase, il lavoro a terra degli operatori. Tra le case che dovrebbero essere aperte sono inserite quella della Nave Europa, i cui giardini del peristilio sono stati da poco restaurati, l'Orto dei fuggiaschi, con i suoi calchi di pompeiani, e le Terme suburbane, riaperte solo alcuni mesi fa. Altro elemento importante è quello che prevede sensi unici nelle case aperte alle visite. «Insomma - spiega Osanna sono vietati incroci tra quanti entrano e escono, flusso continuo ma senza alcun assembramento».

Intanto, la direzione del Museo della Reggia di Caserta ha deciso di ritirare il logo proposto perché bollato con critiche di «scarsa originalità». «Per il nuovo logo», ha annunciato il direttore Tiziana Maffei. «daremo avvio a un concorso internazionale finalizzato alla realizzazione di un segno che dovrà rispecchiare l'identità visiva della Reggia di Caserta». © RIPRODUZIONE RISERVATA