Posillipo, dal mare riemerge la storia: trovato il carico di una nave del '700

di Oscar De Simone

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Il mare di Napoli non finisce mai di stupire e questa volta le sorprese vengono da una delle aree più interessanti e note della città. A largo del mare di Posillipo infatti, proprio nei pressi dell'area marina della Gaiola, alcuni pescatori si sono resi protagonisti di una interessante scoperta. A venire fuori dalle acque del golfo questa volta, non sono stati reperti di epoca romana – come si potrebbe subito pensare – ma settecenteschi. Un intero carico di materiali in terracotta come mattoni e vasellame, è stato rinvenuto depositato sul fondo dopo quasi trecento anni di oblio. O quasi.

A quanto pare dalle prime indagini dei ricercatori del centro studi interdisciplinari della Gaiola Onlus – in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Napoli – gli orcioli e le brocchette in terracotta sarebbero state già “spostate” dalla loro giacitura originale da sub con scopi tutt'altro che di ricerca. Ma torniamo al carico. Le ceramiche – probabilmente lavorate in una officina vasaia e laterizia della zona – potrebbero essersi trovate su un barcone proveniente da Napoli e diretto a Pozzuoli.

Questo farebbe pensare ad un carico che non prevedesse il trasporto di derrate alimentari e da un punto di vista storico, secondo gli studiosi, potrebbe essere molto interessante. 
 

«Abbiamo effettuato tutti i sopralluoghi possibili, per mettere al sicuro tutto il materiale ancora in situ» dichiara Enrico Stanco della Soprintendenza Archeologia delle Belle Arti e del Paesaggio del Comune di Napoli. «Adesso stiamo verificando la presenza sotto la sabbia di strutture lignee relative allo scafo. Questo ritrovamento ha analogie con il “leudo del mercante", un naviglio rinascimentale naufragato nel corso di un trasporto di ceramiche dalla Liguria. Ovviamente, con le dovute differenze, il leudo potrebbe restituirci le possibili fattezze del barcone che navigava nelle acque del Golfo di Napoli».

Differenze, quelle tra il naviglio rinascimentale e questa imbarcazione, che possono ricostruire un frammento di vita di oltre trecento anni fa. Vita che è possibile adesso ricostruire anche grazie alla segnalazione dei pescatori che immediatamente hanno segnalato l'importante ritrovamento.

«Fa ben sperare il fatto che pescatori della zona si siano immediatamente rivolti al Parco» dichiara Maurizio Simeone del Centro Studi Interdisciplinari Gaiola onlus. «Se tutti si fossero comportati così in passato oggi avremmo molte più testimonianze della nostra storia. Purtroppo invece questi ritrovamenti casuali diventano solo occasione di saccheggio. Speriamo che d'ora in avanti in tanti seguano l'esempio di questi pescatori di Posillipo che ci hanno aiutato a restituire queste bellezze a Napoli ed al mondo».
Lunedì 4 Febbraio 2019, 09:53 - Ultimo aggiornamento: 04-02-2019 12:15
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