Dialogo tra religioni e sfida Mediterraneo: Papa Francesco torna a Napoli

Martedì 12 Febbraio 2019 di Maria Chiara Aulisio
Bergoglio torna a Napoli. Il 21 giugno, Papa Francesco sarà ospite della Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale - in particolare della Sezione San Luigi che è affidata alla Compagnia di Gesù. A quattro anni dalla visita del 21 marzo 2015, il Pontefice atterrerà di nuovo sul territorio partenopeo per partecipare alla seconda giornata di incontri organizzati dalla facoltà sul tema: «La teologia dopo Veritatis Gaudium nel contesto del Mediterraneo». Mezza giornata dedicata solo al convegno, poi il ritorno a Roma. Ed ecco il programma presentato ieri mattina in Curia dal cardinale Crescenzio Sepe con padre Pino Di Luccio, vice preside della sezione San Luigi della Facoltà, anima e motore di questa visita napoletana: «Quando l'ho invitato a partecipare al nostro convegno mi ha risposto subito: no - racconta sorridendo Di Luccio - ma guardandolo negli occhi avevo capito che non era poi così convinto». E infatti sarà qu. L'arrivo è previsto alle 9 quando l'elicottero del Vaticano atterrerà in un luogo ancora da definire. Non si esclude che possa essere proprio il campo di calcio dei gesuiti, all'interno della struttura di via Petrarca: si attende l'autorizzazione dell'Aeronautica che sta valutando le misure di sicurezza necessarie. Se così non fosse il Papa atterrerà altrove. Poi, a bordo di un'auto, raggiungerà la facoltà. Qui, ad attenderlo, ci saranno il cardinale Crescenzio Sepe; il vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino; i gesuiti Arturo Sosa Abascal, preposito generale, il Papa nero, e Gianfranco Matarazzo, vice gran cancelliere e superiore provinciale; don Gaetano Castello, preside della facoltà teologica; i gesuiti Pino Di Luccio, vice preside, Domenico Marafioti, superiore della comunità, e Francesco Beneduce, rettore del Pontificio seminario campano.
 
Sul piazzale antistante la facoltà, il Pontefice parteciperà alla seduta pubblica dell'incontro, introdotta da Di Luccio. Seguiranno le relazioni del gesuita Jean-Paul Hernandez e di Giorgio Agnisola su «L'arte come luogo di incontro e di dialogo tra culture del Mediterraneo»; di Sihem Djebbi e di Meir Bar Asher su «Il dialogo con le altre religioni»; del gesuita Francisco Ramrez Fueyo su «Il discernimento come metodo di risoluzione delle tensioni antitetiche»; e di Sergio Tanzarella e di Anna Carfora su «Testimonianze e proposte». A chiudere i lavori sarà il Papa con una relazione dal titolo «La teologia dopo Veritatis Gaudium nel contesto del Mediterraneo», al termine sarà presentato il documento sulla «Fratellanza umana» firmato da Bergoglio e dall'Imam di al-Azhar Ahmed al-Tayeb lo scorso 4 febbraio ad Abu Dhabi. La mattinata napoletana si concluderà con un pranzo organizzato dai gesuiti sempre in facoltà, non prima di un veloce incontro con gli studenti e i docenti. Intorno alle 15, il decollo in elicottero e l'atterraggio nell'eliporto del Vaticano programmato per le 16.

Nessun incontro con la città, dunque, ma una visita dedicata solo alla Facoltà Teologica: «La visita del Papa - spiega ancora padre Di Luccio - si inserisce nell'ambito di una serie di iniziative che la Sezione San Luigi promuove dal 2016 per elaborare una teologia, quella del Mediterraneo, adatta al nuovo contesto nel quale viviamo. Una teologia contestuale - aggiunge - che discerne nell'interculturalità generata dalle migrazioni, i segni dei tempi nei quali si rivela l'attualità della parola di Dio e la presenza vivente dello spirito di Gesù».

Il cardinale ci proverà ma sarà difficile convincere il Papa a concedersi un fuori programma rispetto a una tabella di marcia che non prevede niente altro al di fuori della mattinata in via Petrarca. «Vedremo... - dice Sepe - in ogni caso vale la pena riflettere su questa occasione dettata dalla necessità di una teologia che, come insegna Papa Francesco, sia in dialogo con tutti coloro che hanno a cuore la cura della casa comune, il nostro pianeta e in particolare il Mediterraneo, nella prospettiva della costruzione di una società fondata sull'accoglienza, cioè con rispetto delle differenze, guardando agli altri senza pregiudizi».
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