Pompei, domus chiuse al pubblico: Osanna regala scatti inediti

di Susy Malafronte

Pompei. Domus chiuse al pubblico: il professor Osanna regala scatti inediti della bellezza pompeiana ai social-turisti. Molte le domus riaperte, grazie al massiccio intervento del «Grande Progetto Pompei». Molte altre da restaurare e ancora interdette al pubblico. Così il direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna, nell'attesa di riaprire nuove domus, regala scatti inediti ai turisti che seguono la città archeologica attraverso i social. «Interni pompeiani ... quante case ancora da riaprire», scrive il professore Osanna su Instagram pubblicando una foto della domus di Pinario Ceriale.

Lo scatto «profetico», come a voler anticipare che il suo impegno a voler offrire «l pubblico più ambienti dell'antica Pompei, è diventato virale.  La casa di «Pinario Ceriale» è famosa per il ritrovamento al suo interno di uno «gemmarius». Nella casa di «Pinario Ceriale» furono trovate pietre dure: ametiste, corniole, una sardonica, paste vitree, in parte grezze in parte levigate.

Ne furono rinvenute oltre 100 insieme a tre bulini che servivano per la lavorazione. 
L'oreficeria romana dell'ultima età della repubblica e del I secolo dell'impero è ampiamente documentata dai monili rinvenuti nell'area archeologica pompeiana. Sono oggetti che, nelle forme e nella tecnica, s'ispirano alla scuola orafa campana per l'uso di perle e pietre dure, ma con una peculiarietà che è tipica della società pompeiana amante non tanto dell'eleganza del lavoro quanto del rilievo plastico. Si tratta infatti di gioielli appariscenti che non giunsero mai a grande finezza di esecuzione. Gli artefici appartennero quasi sicuramente ad officine locali, come attestano e il fregio degli amorini orafi nella «Casa dei Vetti» e l'esistenza di un collegio locale di aurifices. 
Lunedì 5 Febbraio 2018, 15:38 - Ultimo aggiornamento: 05-02-2018 15:39
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