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Epidemie, la storia vista dal mare

Martedì 7 Giugno 2022 di Antonella Laudisi
Epidemie, la storia vista dal mare

Per decenni abbiamo creduto che le pandemie fossero espedienti narrativi per abili sceneggiatori, roba da film, insomma: abbastanza da farci paura ma pronti a svanire al riaccendersi delle luci in sala. Quasi le epidemie non fossero mai state vere, tanto lontane nella memoria collettiva. Poi il Covid è arrivato a ricordarci che no, le epidemie fanno ancora parte della nostra storia e cambiano il mondo.

La traccia di quanto le epidemie abbiano nei secoli influenzato la società, spingendo gli uomini a trovare soluzioni per frenare la morte, è tutta negli archivi storici. Carte che dal 12 al 19 giugno saranno in mostra sul veliero Palinuro della Marina militare che arriverà nel Golfo per l'omaggio a Procida capitale della Cultura.

Storie di epidemie tra terra e mare nelle carte d'archivio è il titolo della mostra che raccoglie le testimonianze di tutti gli archivi storici d'Italia partendo dal mare, il primo argine al diffondersi delle epidemie. «Le navi divennero i primi avamposti del contenimento: la stessa parola quarantena richiama i quaranta giorni tipici di isolamento cui, nel XIV secolo, venivano sottoposte le navi sospettate di provenire da zone infette», racconta Anna Maria Buzzi, direttore generale Archivi, che ricorda come la stessa Procida, fino all'Unità d'Italia, ebbe «un ruolo attivo nel controllo sanitario della frontiera marittima».

E allora leggere la Lettera sulla costituzione epidemica accaduta nell'isola di Procida negli anni 1785, 1786, e 1787 introduce alla storia stessa dell'Italia che combatte la malattia. A scriverla fu Domenico Cacciuottolo, medico e filosofo, che avverte: «Caro amico, se v'ha occasione, che debba più d'ogni altra mettere l'uomo in agitazione ed in disturbo, ella si è quella d'un Epidemia. In essa par che veggasi la morte a scoverta scagliarsi contra l'umanità, e l'uomo a momento cader vittime del di lei furor». Insomma, altro che: andrà tutto bene.

La mostra galleggiante è corredata di un catalogo di grande interesse storico e scientifico. Perché - sottolinea Buzzi - proprio dalla lunga e prestigiosa tradizione marinara di Procida ha «dato origine per la prima volta nella storia e per volontà degli stessi marinai procidani, alla creazione di una mutua assistenza di categoria per i marittimi, il Pio monte dei marinai, istituito nel 1617». E ancora, la mostra sul vascello scuola della Marina militare fa scoprire la storia del procidano Michele De Jorio autore del primo codice di navigazione del Regno delle Due Sicilie. La mostra delle testimonianze tratte dagli Archivi storici rende anche giustizia allo sforzo degli scienziati italiani, spesso dimenticati ma i cui nomi riemergono dal passato. È la storia di Vincenzo Tiberio, ricercatore e ufficiale medico del Corpo sanitario della Marina militare italiana che di fatto «scoprì il valore antisettico delle muffe, bel prima di Alexander Fleming. Un'eccellenza italiana di cui vorremmo diffondere la conoscenza», dice Buzzi.

Scrive il ministro della Cultura Dario Franceschini: «Quarantena, distanziamento sociale, chiusure forzate, passaporti sanitari ricorrono con insistenza in queste testimonianze di un passato tornato improvvisamente attuale, aiutandoci a ritrovare le risposte necessarie a un'emergenza per molti inaspettata, ma non per chi, grazie allo sguardo lungo della ricerca storica, ha piena consapevolezza del divenire dell'umanità».

Oggi nave Palinuro, gioiello non solo dell'addestramento dei giovani marinai italiani, fa navigare nel mare della storia portando a bordo i documenti provenienti dagli Archivi di tutta Italia testimoni di tempi lontani improvvisamente tornati a ricordarci che le epidemie non sono ricordi e che la reazione degli uomini alla paura della malattia resta immutata. «Questi tempi di emergenza pandemica - dice l'ammiraglio Enrico Credendino, capo di Stato maggiore della Marina - combattuta con il concorso immediato e importante anche della Marina militare, confermano l'attualità della mostra. Oggi nave Palinuro porta questo messaggio di attenzione alla nostra storia; l'ha già fatto in passato, tra il 2006 e il 2007, in occasione dell'iniziativa Un mare di archivi e lo fa assolvendo a una missione fondamentale: la diffusione e la valorizzazione della cultura e della storia».

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