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Ercolano, Franceschini «battezza»
la riaperta casa del bicentenario

Mercoledì 23 Ottobre 2019
Ercolano, Franceschini «battezza» la riaperta casa del bicentenario

Apre di nuovo le porte al pubblico la Casa del Bicentenario, nel Parco archeologico di Ercolano. Dopo la chiusura nel 1983 dovuta a dissesti di ordine strutturale, questa mattina il taglio del nastro con il ministro di Beni Culturali e Turismo , Dario Franceschini, per una delle domus più sontuose dell'antichità, nel Decumano Massimo, al confine tra la città antica e quella moderna interessata da lavori di riqualificazione che, in un futuro non molto lontano, le restituiranno nuovo volto. La domus è detta del Bicentenario perché è stata portata alla luce durante gli scavi condotti nel 1938 dall'archeologo Amedeo Maiuri, a duecento anni esatti dall'avvio ufficiale degli scavi borbonici della città di Herculaneum avvenuti, nel 1738. Ai visitatori oggi si sono aperte le porte di alcuni ambienti della domus (sono ancora in corso lavori di restauro, ndr) di età Giulio - Claudia che offrono uno spaccato della vita domestica e degli usi e costumi degli antichi abitanti. Sita a pochi passi dal Foro e dal Teatro, la Casa del Bicentenario si sviluppava su tre piani per una superficie totale di 600 metri quadrati.
 

 

A raccontarne la storia e le trasformazioni nel tempo sono il pavimento e le pitture raffinate del tablino, il ritrovamento di un pannello di porta con grata scorrevole carbonizzato e la scoperta di tavolette cerate in un ambiente al piano superiore della casa, la cui lettura avrebbe poi offerto molte conoscenze sugli abitanti dell'epoca. Il visitatore può ammirare le ricostruzioni messe a punto da Maiuri e gli interventi recenti sulle decorazioni parietali, analizzarne la copertura a compluvio nell'atrio, deformata da fango vulcanico nel 79 d.C e ricostruita più volte nel corso del '900, i ponteggi montati nel tablino, la porta scorrevole in legno carbonizzato e poi entrare nel peristilio della casa e osservare i lavori in atto per consentire di nuovo l'accesso al piano superiore dove vi è la famosa 'crocè che si credeva cristiana. Qui,nel 1938 nel corso di uno scavo, fu rinvenuta la traccia di una croce sull'intonaco di una parete, interpretata come simbolo della precoce diffusione del cristianesimo nell'epoca romana. In realtà analisi successive stabilirono, grazie ad un confronto con ritrovamenti simili, che si era in presenza di un supporto di una mensola. Anche per questo oggi la Casa del Bicentenario è famosa per il ritrovamento della 'croce'. La riapertura al pubblico della Casa del Bicentenario è il frutto di una stretta collaborazione tra Parco archeologico di Ercolano, Parco archeologico di Pompei, Herculaneum Conservation Project e Getty Conservation Institute.

«Questa riapertura è solo una parte di un percorso che è cominciato da qualche anno e che continuerà per molto tempo e che contiene in sé molte delle cose che sono state oggetto della riforma dei beni culturali, dei musei, dei parchi archeologici» , ha detto il ministro Franceschini . «La collaborazione con un privato della forza e dell'importanza della Fondazione Packard, iniziata 20 anni fa - ha aggiunto - è un modello per molti altri siti archeologici e musei». All'inaugurazione hanno partecipato il direttore generale del Grande Progetto Pompei, Mauro Cipolletta, il direttore generale del Parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna, il direttore del Parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano, il sindaco del Comune di Ercolano, Ciro Bonajuto, il presidente dell'Istituto Packard Beni Culturali, Michele Barbieri, il responsabile dell'Herculaneum Conservation Project, Jane Thompson e per il Getty Conservation Institute, conservatore restauratore Leslie Rainer. 

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