Ercolano sfida la «sorella» Pompei: in tre giorni contati i visitatori di un anno

di Antonio Cimmino

«Non sentirete più parlare di Ercolano come sorella minore di Pompei»: nell'assumere la direzione del parco archeologico di Ercolano, divenuto autonomo grazie alla riforma Franceschini, Francesco Sirano nel 2017 lanciò una nuova scommessa per i beni culturali in Campania. A distanza di poco più di due anni, si può dire con certezza non solo che quella scommessa è stata vinta, ma che oggi non si potrebbe festeggiare meglio. Il Parco archeologico di Ercolano si attesta infatti nella classifica dei top 30 dei siti italiani più visitati (tredicesimo posto), con 534.328 visitatori nel 2018 e, in particolare, con un aumento percentuale del 9% rispetto ai già lusinghieri risultati del 2017 (487.500 ingressi), dove l'incremento delle presenze era stato pari al 27% rispetto al 2016. E nei tre giorni di Pasqua appena passati, dal sabato al lunedì in Albis, i biglietti staccati sono stati 12mila: nell'era pre-Sirano per raccoglierne tanti bisognava aspettare l'arco di un anno.
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Giovedì 25 Aprile 2019, 09:00
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