Ercolano sfida la «sorella» Pompei: in tre giorni contati i visitatori di un anno

Giovedì 25 Aprile 2019 di Antonio Cimmino
«Non sentirete più parlare di Ercolano come sorella minore di Pompei»: nell'assumere la direzione del parco archeologico di Ercolano, divenuto autonomo grazie alla riforma Franceschini, Francesco Sirano nel 2017 lanciò una nuova scommessa per i beni culturali in Campania. A distanza di poco più di due anni, si può dire con certezza non solo che quella scommessa è stata vinta, ma che oggi non si potrebbe festeggiare meglio. Il Parco archeologico di Ercolano si attesta infatti nella classifica dei top 30 dei siti italiani più visitati (tredicesimo posto), con 534.328 visitatori nel 2018 e, in particolare, con un aumento percentuale del 9% rispetto ai già lusinghieri risultati del 2017 (487.500 ingressi), dove l'incremento delle presenze era stato pari al 27% rispetto al 2016. E nei tre giorni di Pasqua appena passati, dal sabato al lunedì in Albis, i biglietti staccati sono stati 12mila: nell'era pre-Sirano per raccoglierne tanti bisognava aspettare l'arco di un anno.
 
Cos'è cambiato? Ad animare le sfide del direttore l'idea del Parco come «museo diffuso»: «Il nostro obiettivo - sottolinea Sirano - è quello di coinvolgere e far sentire tutti protagonisti, dal personale del parco, con cui condivido questi numeri, al territorio di Ercolano». L'ultimo esempio di questa strategia è stata la via Crucis diocesana che la scorsa settimana ha avuto come sfondo la città antica. «L'evento ci ha ancora una volta dimostrato che il parco è pienamente preparato a gestire eventi di rilevanza nazionale ma soprattutto che non è uno spazio chiuso - dice il direttore - Il parco oggi è un luogo della contemporaneità e separare la città antica dalla moderna è una forzatura che non può funzionare».

Tra gli eventi più importanti, che hanno portato nuova attenzione sull'ex sorella minore di Pompei c'è la riapertura del teatro antico dopo ben 20 anni. E adesso grande interesse suscita la mostra sugli ori rinvenuti nella città antica. «Ma mai - rimarca Sirano - abbiamo inteso venire meno all'equilibrio tra apertura e conservazione»: basti pensare alla prima silent disco, un insolito dancefloor in voga nei più importanti musei al mondo, organizzata all'ingresso degli Scavi la scorsa estate. Quali novità invece per i prossimi mesi? Grazie a «Close-up Restauri a porte aperte» ogni venerdì mattina, alle 11 e alle 12, i visitatori del Parco possono accedere ai cantieri di restauro in corso nell'area archeologica. Inoltre, il parco Amedeo Maiuri, riaperto due anni fa all'interno degli scavi, è oggetto di un avviso pubblico per la realizzazione di attività culturali ed eventi scientifici. L'obiettivo è quello di predisporre un calendario di attività che andranno ad integrarsi con l'offerta del Parco archeologica. Ancora, le novità riguardano anche la leggendaria Villa dei Papiri: ad inizio 2020 è prevista la partenza dei lavori per la messa in sicurezza. © RIPRODUZIONE RISERVATA