Spazi riaperti e grandi mostre,
il programma 2019/20 al Mann

di Rossella Grasso

Dopo l'anno dei record il Museo Archeologico Nazionale si appresta ad inaugurare un anno decisivo di svolta tra grandi mostre, restyling delle esposizioni e degli spazi e una grande apertura a tutto il mondo. Il direttore Paolo Giulierini si è rimboccato le maniche e ha presentato una programmazione che arriva al 2020, oltre il suo mandato, «ma non è un buon auspicio per me a rimanere, ma la necessità del museo a programmare a lungo termine». E i risultatai di questa strategia già si vedono: al 31 dicembre 2018 sono 613.426 i visitatori che hanno ammirato il patrimonio del Mann, il 15%in più rispetto al 2017. Ancora, l'abbonamento «OpenMann»in poco più di un mese dal suo lancio ha registrato 3.728 adesioni, segno che sono in tanti a voler tornare spesso al Museo. Tutto ciò è già valsa al direttore l'incoronazione a «Miglior direttore di museo dell'anno» da parte della prestigiosa rivista Artribune.
 

Adesso Giulierini punta ancora a crescere, non solo per il numero di mostre ed eventi che si svolgeranno tra le sale dell'Archeologico, ma anche per la sua struttura. «Nel 2020 Napoli avrà il suo Museo come le ultime generazioni non lo hanno mai visto - ha detto - dalla massima fruibilità degli spazi espositivi (basti pensare alle splendide sale con colonne dell'ala occidentale chiuse da 50 anni che ospiteranno la statuaria campana) si affiancheranno servizi moderni che porteranno il Mann all'avanguardia tra i grandi siti museali mondiali». E punta anche alla riapertura toitale degli spazi aperti e dei giardini interni per un totale di 14.616 mq di spazi interni e 3.190 mq di giardini aperti al pubblico. Il tutto riqualificando il grande patrimonio dei depositi recentemente riaperti. Il cronoprogramma è fitto: a maggio 2019 ci sarà la nuova apertura della sezione Magna Grecia, a giugno la sezione Preistoria e la nuova sistemazione del giardino della Vanella. Entro l'autunno sarà completato il braccio nuovo con la caffetteria, l'auditorium e una nuova sezione tecnologica dedicata a Pompei. In prospettiva del 2020 il Mann ha intenzione di fare rete con la città e si propone come promotore della riqualificazione delle zone limitrofe con la creazione di un quartiere della cultura per il centro storico.

Poi ci sono le grandi mostre. Fino all'11 marzo sarà visitabile «Mortali Immortali, i tesori del Sichuan nell'antica Cina». Poi dal 22 febbraio continua l'indagine nella cultura orientale con «Nel Vulcano. Cai guo Qiang tra Napoli e Pompei». Si torna in Italia con la mostrea «Canova e l'antico» dal 28 marzo che metterà in relazione  per la prima volta l'arte di Canova con i modelli antichi da cui trasse ispirazione. Dal 30 maggio «Pompei e gli Etruschi» e dal 6 giugno «Gli Assiri all'ombra del Vesuvio». Il Mann chiuderà il 2019 con «Thalassa. Archeologia dei mari dalla Magna Grecia». E già sono in programma per il 2020 «Le Grotte di Lascaux (lascaux 4.0), da maggio «I Gladiatori» e da dicembre «I Bizantini in Campania». Continuerà inoltre l'impegno per il sociale in partnership con Gesco per la fornitura di biancheria intima alle persone senza fissa dimora.Numerose anche le attività didattiche e divulgative a cura del Servizio Educativo del Museo.
Mercoledì 16 Gennaio 2019, 14:45 - Ultimo aggiornamento: 16-01-2019 19:55
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP