La camorra strappa il diritto di sognare:
Genny Cesarano, giovane vittima innocente

Mercoledì 23 Settembre 2020 di Mariarca Riccardi
La camorra strappa il diritto di sognare: Genny Cesarano, giovane vittima innocente

È la notte tra il 5 e il 6 settembre 2015 nel Rione Sanità, a Napoli. Un gruppo di ragazzi trascorre, spensieratamente, una delle ultime sere d’estate, prima dell’inizio delle lezioni scolastiche. Tra le risate, gli sfottò e i progetti per i sogni da realizzare si sentono arrivare quattro scooter, di lì a poco, il rumore assordante di colpi di pistole di calibro diverso. Ognuno cerca di proteggersi come può. Genny Cesarano, di soli 17 anni, si nasconde dietro un’auto, ma viene colpito, cade a terra e ci resta per sempre. È stata compiuta un’altra “stesa”, termine già noto tra i quartieri napoletani, che indica lo sparare colpi all’impazzata, spesso da parte dei più giovani dei clan, per affermare il controllo sul territorio e intimorire i rivali. Genny diventa, così, l’ennesima vittima innocente della camorra. Nessuno avrebbe potuto immaginare che, per uno di quei giovani, quelle sarebbero state le ultime ore per divertirsi, per urlare, per sognare. Nessuno avrebbe potuto immaginare che quelli sarebbero stati gli ultimi istanti di una vita, ancora tutta da vivere.

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