Giuseppe Schisano e il caffè della speranza:
storia di un giovane napoletano salvato dal caffè

Mercoledì 23 Settembre 2020 di Mario Iannuzzo
Giuseppe Schisano e il caffè della speranza: storia di un giovane napoletano salvato dal caffè

Spesso, sugli articoli di giornale o nelle rappresentazioni cinematografiche o teatrali, si racconta di storie di ragazzi che, nati e cresciuti in quartieri difficili di Napoli, decidono di seguire brutte strade che, in alcuni casi, li porta anche alla morte. Assenza di lavoro ed attrazione per il guadagno facile sono due dei motivi che inducono i ragazzi a scegliere queste vie. La camorra lo sa e, purtroppo, trova terreno fertile. Non sempre, però, accade questo e lo dimostra la storia di Giuseppe Schisano.

Giuseppe (27 anni) è un ragazzo che nasce nei Quartieri Spagnoli. La vita lo mette a dura prova quasi subito. A 14 anni perde il padre, la madre fa la casalinga ed il ragazzo è costretto a rimboccarsi le maniche e lavorare. La sua condizione non gli permette il lusso di poter rinunciare a nessun lavoro: meccanico, muratore, barista. Giuseppe aderisce giovanissimo all’associazione “Socialmente Pericolosi” di Fabio Venditti che organizzerà, assieme ad Actionaid, la produzione di un documentario, “’A cazzimma”, che raccoglie le testimonianze del vissuto dei ragazzi dei Quartieri. Giuseppe racconta di quando è stato accoltellato ad una gamba per futili motivi e della sua paura di “non arrivare neanche in ospedale”. Il documentario fu accolto positivamente dalla Giuria del Giffoni Film Festival. Nel 2014 Giuseppe avrà una parte anche nel film “Largo Baracche”, di Gaetano Di Vaio, che fu presentato al Festival Internazionale del Film di Roma.

Grazie ai soldi onestamente guadagnati, Giuseppe inizia a viaggiare in Europa ed è in Olanda che trova una bella idea imprenditoriale che migliorerà ulteriormente la sua vita. Resta affascinato dalla bicicletta e grazie al supporto all’Associazione IF di Marco Rossi – Doria e al finanziamento di 13000 euro del “Prestito della Speranza” della Caritas darà vita a Don Café – Street Art Coffee. Si tratta di una biciletta, con pedalata assistita, sulla quale è montato un fornello a gas. Giuseppe gira la città di Napoli ed offre un caffè, accompagnato da una sfogliatella, realizzato secondo l’antica tradizione napoletana: con la cuccuma.

Giuseppe ha avuto grandi soddisfazioni da questa attività. Ha creato una pagina Facebook che raccoglie molte recensioni positive. Il suo desiderio è quello di vedere crescere sempre più il progetto Don Café. Quella di Giuseppe è una grande storia di riscatto sociale; di voglia di non cedere all’idea di una vita di delinquenza e criminalità; di non piegarsi alla camorra. È la storia di chi ha scelto esempi come quello di Giancarlo Siani: di chi ha scelto la libertà; di ha scelto la vita. 

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