Gigi D’Alessio ambasciatore della musica napoletana: «Una grande responsabilità»

Gigi D’Alessio ambasciatore della musica napoletana: «Una grande responsabilità»
di Alessio Liberini
Giovedì 6 Ottobre 2022, 15:46 - Ultimo agg. 7 Ottobre, 07:26
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«È un riconoscimento ma soprattutto anche una grande responsabilità perché parliamo di un monumento: la canzone napoletana». Con queste parole il cantautore Gigi D’Alessio ha fatto il suo ingresso stamane nella sala dei Baroni al Maschio Angioino dove il sindaco della città, Gaetano Manfredi, gli ha consegnato il premio “Ambasciatori della musica napoletana”. Da oggi, quindi, l’autore di “Annarè” e tanti altri brani che hanno fatto negli anni il giro del mondo è il primo messaggero, ufficiale, della canzone partenopea. 

 

Il premio, istituito dalla commissione consiliare cultura presieduta da Luigi Carbone, rientra nel programma «Napoli Città della Musica» (diretto dall'ufficio musica e dall'avvocato Ferdinando Tozzi, consigliere per l'industria culturale su musica e audiovisivo del sindaco di Napoli) che vedrà, nel prossimo futuro, l’assegnazione di altri riconoscimenti per le voci che hanno fatto emergere le bellezze della città in giro per il globo. 

A battezzare la gratificazione è stato proprio Gigi D’Alessio, proposto in prima battuta dal consigliere Gennaro Demetrio Paipais per il recente anniversario dell’artista che solo la scorsa estate ha celebrato i 30 anni di carriera con un mega concerto in pizza del plebiscito. Seguito da migliaia di fan anche attraverso la diretta televisiva.

«Sono onorato di ricevere il riconoscimento ma soprattutto sento il peso della responsabilità – precisa D’Alessio che stasera aprirà, dal teatro Augusteo di Napoli, il suo tour musicale - anche per i miei predecessori gli artisti importanti che hanno fatto la storia della canzone napoletana e quelli che la faranno. È la lingua napoletana la vera ambasciatrice: l’importante è promuoverla sempre per non farla dimenticare». 

Tra le immagini che campeggiano sui volti dei tanti fan, grandi e piccoli che siano, accorsi per incontrare il proprio idolo sono molti a ricordare il grande successo del concerto per i 30 anni svolto al Plebiscito. «È stato un vero e proprio trionfo – chiarisce il cantautore -  Mi piacerebbe continuare con un appuntamento annuale da ripetere tutti gli anni insieme alla tv per far vedere le bellezze di Napoli. In special modo il suo pubblico che ha bisogno di musica».

Un bisogno che, inesorabilmente, tocca anche le nuove generazioni. Perché Napoli non è solo storia con i grandi artisti come D’Alessio ma anche l’indimenticabile Pino Daniele o il maestro Enzo Avitabile, solo per citarne alcuni, ma anche grande contemporaneità. Ed oggi la città punta così anche sui giovani emergenti che portano nuove melodie napoletane in giro per il mondo intero. 

Da questo punto di vista anche lo stesso D’Alessio ha fatto il suo grazie all’album “Buongiorno” dove, sotto l’ala protettiva del trentennale cantautore, sono emersi tanti talenti nostrani, alcuni davvero giovanissimi. 

«Abbiamo preso mie canzoni di trenta anni fa e abbiamo fatto dei featuring con i ragazzi della nuova scena del rap napoletano – racconta, con un filo di fierezza, lo stesso artista – È stata una bella sfida. Attraverso quest’album oggi i ragazzini di 14 anni conoscono le canzoni di trenta anni fa: per me questa è una grande soddisfazione. Vuol dire che la saga continua. Ora io ho 30 anni di carriera e se penso alle ragazzine che venivano ad ascoltarmi agli esordi oggi sono adulte e vengono con i loro figli. Accontentare una famiglia, come abbiamo fatto al Plebiscito davanti a tre generazioni, è qualcosa di meraviglioso». 

In tal merito non manca una battuta anche per il figlio d’arte di D’Alessio, conosciuto in campo musicale col nome di Lda: «Luca deve fare la sua strada come è giusto che sia. Oggi essere figli di non è un vantaggio. Io ovviamente gli do consigli da padre e pure sulla parte artistica però Luca deve andare avanti con le proprie forze: non sarebbe giusto nei confronti degli altri. Deve anche sbagliare per capire i suoi errori e poter crescere». Un messaggio che arriva difatti da chi, nato dal basso, è riuscito a farsi da sé. Partendo dai quartieri popolari della città fin all’arrivo nei massimi teatri del Paese. Ed oggi è anche il primo ambasciatore della canzone napoletana.


«Il primo riconoscimento – motiva il sindaco Manfredi -  è stato attribuito a Gigi D’Alessio perché quest’anno è stato importante: 30 anni di carriera ed uno straordinario concerto in piazza Plebiscito. Quindi è un riconoscimento assolutamente meritato». «La musica – continua Manfredi -  è una delle grandi identità culturali di Napoli, uno strumento straordinario per far conoscere e per far amare la nostra città e i tanti artisti che la rappresentano girando il mondo sono degli straordinari testimonial di quella che è la storia di Napoli».

Sulla stessa scia del primo cittadino anche il presidente della commissione consiliare cultura di Palazzo San Giacomo, Luigi Carbone. «Per Gigi – motiva Carbone – siamo qui a testimoniare la stima e la gratitudine dell’amministrazione comunale della città soprattutto perché 30 anni di carriera non sono qualcosa che può sfuggire sotto l’occhio attento di un popolo che ha attributo in quel grandissimo evento di piazza plebiscito un grande abbraccio mondiale. Poi ci sono 26milioni di dischi a testimonianza di un gradimento internazionale. Questa mattina, nella sala dei Baroni, nascono due cose: Napoli città della musica e un tributo ad un grande artista come Gigi D’Alessio».

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