Franceschini conferma: Gilmour riapre al rock l'Anfiteatro di Pompei. due concerti a Pompei il 7 e l'8 luglio, poi un film

di Federico Vacalebre

L'evento è così ghiotto che ha voluto annuncialo, dopo l'anticipazione in edicola oggi su "Il Mattino", il ministro Franceschini in persona con un tweet. Ora è ufficiale, anche se non tutto è ancora definito e non è detto che qualche problema non mandi all'aria l'evento, ma Pompei riaprirà l'Anfiteatro romano alla musica, ospitando non solo Elton John il 12 luglio (biglietti in vendita da domani), ma anche David Gilmour, il 7 e l'8 luglio: due serate riprese da telecamere ad HD per celebrare il ritorno, quarantacinque anni dopo, del chitarrista nella location dello storico film dei Pink Floyd. Mimmo D'Alessandro, promoter di Somma Vesuviana che con il socio Adolfo Galli porta in Italia le più grandi star internazionali e da anni cerca di riportare il grande rock in Campania, è stato nei giorni scorsi sul posto riscontrando collaborazione e voglia di fare.

Il soprintendente Massimo Osanna è molto attratto dall'idea, ma ha bisogno delle necessarie garanzie di salvaguardia per una cornice in qualche modo vergine rispetto al meno capiente Teatro Grande.La volontà di trasformare il doppio concerto in due giorni di riprese permetterebbe agli organizzatori di non mirare per forza ad una affluenza da record, rimandando il rientro economico dell'operazione al filmato, magari da trasmettere prima nei cinema e poi da commercializzare su dvd, come si usa adesso. Sarà solo un caso, ma Adrian Maben, il regista di «Pink Floyd: live at Pompeii», è tornato negli scavi l'estate scorsa per una mostra fotografica legata alla pellicola, girata dal 4 al 7 ottobre 1971, annunciando agli amici l'intenzione di farsi vedere di nuovo nei prossimi mesi. Che sia ancora lui, o meno, a dirigere il ciak è impossibile carpirlo allo staff di Gilmour. Il cineasta ebbe all'epoca l'idea dell'intera operazione.

Che non fu semplicissima: giunta sul posto, la troupe scoprì di non avere elettricità sufficiente, trovandosi costretta a stendere un cavo dal lontano municipio. Non si trattò di uno show aperto al pubblico, anche se un gruppo di ragazzi riuscì ad entrare di nascosto e a seguire i ciak. Parte delle bobine andarono perdute prima del montaggio, come dimostrano le sequenze di «One of these days», in cui si vede quasi esclusivamente il batterista Nick Mason. E alle scene iniziali nella Solfatara furono aggiunte altre in uno studio cinematografico parigino e poi negli Abbey Road Studios della Emi a Londra, dove stava nascendo il futuro best seller «The dark side of the moon».Tutto questo, naturalmente, non si ripeterebbe questa volta, con Gilmour, 70 anni compiuti il 6 marzo, intenzionato a portare a casa un film che, insieme ai materiali del suo ultimo album solista, «Rattle that lock», su testi della moglie Polly Samson, raccolga materiali dei Pink Floyd.

Se Roger Waters ha deciso di trasformare «The wall» in un'opera lirica, potrà bene toccare a lui, e alla sua Stratocaster, il compito di tornare indietro con il tempo a 45 anni fa, e poi ancora più indietro, come sempre suggeriscono le rovine di Pompei. «Amammo tutti esibirci all'Anfiteatro», ricorda lui, «accettammo per divertimento e fu una gran buona scelta perché venne fuori un bel film. Certo, oggi trovo un po' imbarazzante rivedermi com'ero. Ma questo è un problema mio».Problema superato se davvero tornerà nella città perduta, se il rock risuonerà tra le domus. Nel 1971 era un azzardo, la colonna sonora di una gioventù ribelle, se non rivoluzionaria, entrava nel tempio della classicità. Oggi quel suono è diventato classico, l'unica possibile classicità del Novecento. In tour David, con i suoi brani solisti, rilegge perle dell'ormai disciolto gruppo come «Wish you were here» e «Shine on you crazy diamond» dedicate all'indimenticato e indimenticabile Syd Barrett, «Money», «Time/Breathe», «Confortably numb», «Run like hell», «Astronomy domine» e «Us and them», l'unico brano presente, sia pur con un frammento non registrato all'Anfiteatro, nella colonna sonora di «Live at Pompeii», da cui però potrebbe per l'occasione recuperare qualche altra perla. Per il ritorno del grande rock in una location, come si dice adesso, che non è seconda per bellezza a nessuna, Colosseo e Arena di Verona compresa (dove Gilmour è atteso il 10 e l'11 luglio).
Mercoledì 16 Marzo 2016, 17:09 - Ultimo aggiornamento: 17-03-2016 09:30




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