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«Girolamini, via ai lavori nella biblioteca depredata ma fermiamo il degrado»

Lunedì 13 Luglio 2020 di Ugo Cundari
«Girolamini, via ai lavori nella biblioteca depredata ma fermiamo il degrado»

Alla guida dei Girolamini è arrivata a maggio, in attesa di un bando internazionale, Simonetta Buttò, attualmente direttrice dell'Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche, con sede a Roma. Nel suo curriculum c'è la direzione di varie biblioteche, tra cui quella universitaria di Genova, quella di storia moderna e contemporanea di Roma e da ultimo, per due volte, la Nazionale di Napoli, dal 2014 al 2015 e dal 2016 al 2017. 63 anni, la Buttò è donna forte e ostinata, vuole traghettare presto il complesso di via Duomo in una nuova fase di vita e di apertura al pubblico.

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Impresa difficile, dottoressa Buttò, con il cantiere Unesco e il crollo recente?
«Andiamo con ordine. La mia è una nomina ministeriale ad interim, il mio incarico è di riattivare l'attività amministrativa ferma da tempo per avviare una serie di procedure che permettano, prima o poi, la restituzione ai napoletani e a tutti di un bene a lungo violentato e depredato».

Per la questione del cantiere?
«Per il cantiere io posso fare ben poco, mi ritengo una vittima, è una criticità che ho ereditato, viene da molto lontano e non me ne sono minimamente occupata, come è mio dovere. Esiste una complessità di questioni tra imprese e ditte coinvolte con tentativi di rescissione dei contratti. Devono essere Comune e Sovrintendenza a dover accelerare, e spero che lo facciano».

E il crollo?
«Inutile negare, i Girolamini versano in uno stato di degrado che è sotto gli occhi di tutti ma il mio obiettivo è di rendere fruibile il suo patrimonio il più possibile e il prima possibile, fatte salve le norme di sicurezza. Fra l'altro a breve, credo entro l'estate, sarà attivato anche un nuovo cantiere».

Dove?
«Nella biblioteca, ancora sotto sequestro giudiziario, si dovranno portare avanti lavori importanti. Ho riattivato il tavolo tecnico convocando tutte le persone interessate. Parliamo di un cantiere grosso che dovrebbe durare almeno seicento giorni, di sicuro non meno di due anni».

E quindi la biblioteca tornerà a essere negata, non sarà possibile aprirla neanche in occasioni straordinarie?
«Il piano dei lavori che ho in mente permette una sorta di concentrazione degli interventi, lasciando percorsi per le visite in condizioni di sicurezza. Certo capiterà che un giorno o un paio l'ingresso sarà interdetto a tutti, ma un minimo prezzo si deve pur pagare se si vuole far tornare all'antico splendore uno scrigno di tesori come la biblioteca».

Il corso di specializzazione in «Storia e filologia del manoscritto e del libro antico» potrà continuare a tenersi?
«In questo momento è prematuro valutare situazioni del genere però la portata dell'iniziativa, al di là del suo valore in sé, è molto chiara. Portare i giovani in queste stanze a lungo deturpate e violate significa restituire nuova vita a tutta la struttura, significa offrire una nuova speranza. Di sicuro, rimanendo in tema di cantieri, si chiuderà entro l'autunno quello che interessa la chiesa».

Quando verrà a Napoli per un sopralluogo di persona nella zona colpita dal crollo?
«Avevo in programma di andare venerdì prossimo, ma sarò a Napoli tra oggi e domani, treni permettendo».

Pentita di aver accettato questo incarico?
«Perché dovrei? Sapevo a cosa andavo incontro, certo una situazione più tranquilla non mi sarebbe dispiaciuta, i problemi sono tanti è inutile negarlo, sarebbe da incoscienti non rendersene conto, ma di fronte alle sfide non mi sono mai tirata indietro, e questa la voglio portare avanti fino in fondo. Mi sono messa a servizio della mia amministrazione in questo incarico che durerà credo qualche mese, perché così, quando arriverà il direttore vincitore del bando, possa trovare una struttura già impostata e pronta ad affrontare le nuove sfide che il futuro inevitabilmente ti pone. Se mi permette, però, vorrei lanciare due appelli».

Prego.
«Chiedo al Comune e alla Sovrintendenza di mettermi immediatamente in sicurezza la zona del crollo, rimuovendo i calcinacci adempiendo a ogni norma prevista. Poi, per la faccenda del cantiere, si usi un po' di buon senso per venire a capo di una briga amministrativa e legale che danneggia tutti, e dà una immagine pessima dei Girolamini e della città».

Come sarà il futuro dei Girolamini?
«Gli strumenti perché sia più roseo di oggi ci sono tutti, compresa la recente autonomia speciale che permette di partecipare a progetti e concorsi di idee, richiedere fondi, europei e non, e ovviamente assicurare maggiore libertà anche nello spendere i soldi. L'autonomia è un riconoscimento importante per il prestigio dell'istituto. Spesso le biblioteche non sono neanche sede dirigenziale».

Ultimo aggiornamento: 10:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA