Grande Guerra, se Napoli tradisce la memoria di Diaz e della leggenda del Piave

di Giovanni Chianelli

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A cento anni dalla fine della Grande Guerra la piccola mappa delle opere che la città ha posto per celebrare i suoi martiri conduce ai punti più belli di Napoli, da Posillipo al Lungomare, da Capodimonte a Santa Chiara. Si tratta di lapidi, iscrizioni, cappelle votive e statue, più il bellissimo mausoleo Schilizzi, purtroppo spesso non visitabile. Ma il difficile accesso ai monumenti commemorativi è un dato generale: a giudicare dallo stato di conservazione non sembra che i napoletani sentano molto l'anniversario di oggi. Incuria e degrado la fanno da padrone nella maggior parte dei casi. Sarà la distanza storica, la prima guerra mondiale non pare aver lasciato una grande impronta da queste parti, malgrado il pesante tributo in termini di perdite e il fatto che la colonna sonora del conflitto, Il Piave mormorò, fosse stata composta dal partenopeo E.A. Mario.
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Domenica 4 Novembre 2018, 08:00
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1 di 1 commenti presenti
2018-11-04 13:28:27
il Generale Diaz sostitui' Cadorna il quale uccise piu Italiani lui che il nemico, un sanguinario. Con Diaz le cose cambiarono in meglio e si vinse la guerra. Ma ad oggi non ho capito perche' questo grande Generale e con orgoglio dico napoletano non sia stato ingiustamente celebrato come dovuto.

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