I falsi salgariani nascono a Napoli

di Massimo Novelli

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È ormai un classico, una cattedrale del romanzo d’avventura. Resiste al tempo, alle mode, al mondo globalizzato, sebbene sia passato più di un secolo dalla morte di Emilio Salgari (Verona, 1862 - Torino, 1911). Oggi i lettori dei suoi libri non sono più moltissimi, ma in compenso può contare, oltre che sulle ristampe dei romanzi, su una pattuglia nutrita di studiosi e di appassionati che ne alimentano la leggenda. Come accade solo per lo Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle, su Salgari, sui suoi personaggi e sui suoi intrecci, da Sandokan al Corsaro Nero, continua a fecondare un genere letterario singolare: quello degli epigoni e degli emuli, che a lui si ispirano, ne traggono linfa narrativa, lo ripropongono e magari lo stravolgono, ma sempre da innamorati. Si aggiunge, anche se su basi diverse e con storie nuove, al capitolo adesso finito delle false opere salgariane, spacciate come sue da vari narratori, che fu in voga tra gli anni Venti e gli anni Cinquanta.

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Sabato 16 Marzo 2019, 08:24 - Ultimo aggiornamento: 16-03-2019 10:25
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