Beni culturali, il Giove in trono da Los Angeles al Mann: ​«Deve tornare nei Campi Flegrei»

Giove in Trono e lo “scippo” del MANN
di Antonio Cangiano

Proveniva da Baia e a Baia deve ritornare. E’ in sintesi la proposta avanzata da appassionati di storia locale  e non solo per una ricollocazione della statua raffigurante Giove in Trono presso il Museo Archeologico dei Campi Flegrei. Il prezioso reperto, rientrato in Italia a giugno dopo la restituzione del Paul Getty Museum, attualmente è esposto al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

La proposta, è stata lanciata dall’associazione Culturale Bacoli-Kymi  attraverso  un post pubblicato sulla pagina Facebook: «Quando il ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini dichiara: “(che la restituzione di Giove in Trono) è il risultato della collaborazione tra Italia e Usa, e di una strategia fatta di azioni di Polizia e di azioni di diplomazia per riportare qui il patrimonio culturale sparso nel mondo”... e che ...la statua ....resterà a Napoli (perché) favorevole alla linea secondo cui le opere d’arte trafugate debbono ritornare al territorio di appartenenza dopo il loro recupero, sorge spontanea una domanda: ma il Ministro Franceschini sa che la statua è stata ritrovata Baia e non a Napoli e che a Baia esiste un importante Museo Archeologico?».
 
 

Non va giù, dunque, agli appassionati di archeologia che la statua resti al Museo Archeologico di Napoli “Come molti ben sapranno questo prezioso reperto è stato recuperato grazie al fatto che, recentemente, a Baia è stato recuperato un frammento che si incastrava perfettamente alla statua costituendo, in tal modo, la prova ineccepibile che quella esposta a Malibù era proveniente da uno scavo abusivo effettuato negli anni '80 e quindi sotto tutela ai sensi della 1089/39. Ebbene, forse approfittando della assenza del Direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei ma più probabilmente per la maggiore eco mediatica del MANN rispetto al Museo Archeologico di Baia, il Ministero decideva, senza che nessuno si opponesse, che il reperto fosse affidato a Napoli e non, come logica avrebbe voluto, a Baia. Ancora una volta, ha funzionato il detto UBI MAIOR MINOR CESSAT. Ma la rabbia (uso un eufemismo) per questo sopruso che è un vero e proprio "furto culturale" è giunto alle stelle quando, finalmente, dopo una lunghissima ricerca, abbiamo ritrovato Giove in Trono. Già la sua sistemazione si mostra squallida e, dopo circa 5 mesi, ancora provvisoria, ma quello che fa più rabbia è che, nella tabella di presentazione della statua, si fa riferimento a una imprecisata “AREA ARCHEOLOGICA DELLA COSTA CAMPANA”. A questo punto, allora, è necessario che la gente e le istituzioni si impegnino a che, Giove in Trono ritorni nella sua terra e sia destinato alla sua vera «casa»: il Museo Archeologico dei Campi Flegrei”.

 
Lunedì 4 Dicembre 2017, 19:27 - Ultimo aggiornamento: 04-12-2017 19:37
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