Il Grenoble festeggia 100 anni,
un logo e eventi per festeggiare

di Rossella Grasso

Era il 1919 quando l'Institut Francais iniziò le sue prime attività a Napoli. Da allora è passato un secolo esatto e il grande edificio di via Crispi continua a essere un polo fondamentale di scambio culturale e di amicizia tra Napoli e Francia. Per festeggiare questo traguardo l'istituto ha lanciato un concorso di arti grafiche rivolto agli studenti dell'Accademia di Belle Arti di Napoli e dell'Ecole Estienne di Parigi per la realizzazione del logo del centenario. Ne sono risultate vincitrici due studentesse, una francese e l'altra napoletana, Lou Legras e Valeria Crisciuolo. In mostra al Grenoble tutti gli altri 58 elaborati, un modo creativo per rappresentare l'importnza dell'Istituto a Napoli. Con la mostra si dà il via a un anno particolarmente intenso di eventi e proposte culturali in vari spazi della città.
 

Polo di insegnamento della lingua e della letteratura francese, l'Institut Francais di Napoli ha l'obiettivo di diffondere la cultura francese attraverso esperienze originali e innovative, attraverso un vivace confronto con la cultura partenopea. La sua sede storica è conosciuta dai napoletani come «Grenoble», in riferimento all'iscrizione che sulla facciata ricorda il legame storico con l'Università di Grenoble. Fondato nel 1919, all'indomani della Seconda Guerra Mondiale, durante la quale Italia e Francia avevano combattuto fianco a fianco, è stato uno dei primi istituti francesi creati nel mondo, a testimonianza dell'importanza di Napoli come centro della cjultura europea. 

Sono tante le iniziative indedite che l'Istituto offrirà alla città per tutto il 2019 per festeggiare il centenario. Il programma si muoverà tra appuntamenti di arte, cinema, letteratura e spettacolo con un solo obiettivo: promuovere l'incontro tra culture e gli scambi tra prestigiosi artisti della scena culturale franco-partenopea. Nel corso dell'anno saranno invitati scrittori, artisti e registi francesi e napoletani a discutere nell'ambito delle «Lecons et dialogues du centenaire». Toni Servillo è stato il primo a salire in cattedra lo scorso 13  gennaio, con una lezione su Louis Jouvet. Lo succederanno altri come Jean Philippe Toussaint, Amelie Nothomb, Noèmie Lvovsky e Benoit Jacquot. Non mancherà il cinema: sarà proiettato un ciclo di film dedicato a Napoli e alla Francia tra cui «Cadaveri Eccellenti», «Toto' a Parigi» e «Luisa Sanfelice».

Poi l'arte. Saranno presentate le mostre di artisti che presero ispirazione proprio da Napoli come Ernest Pignon-Ernest. Spazio anche alla gastronomia con il Banquet du centenaire il 21 marzo, alla musica popolare e con una festa da ballo in maschera. Tanti i partner che hanno già aderito alle iniziative da tutta la Regione, a partire dalle università alle grandi istituzioni come il Teatro San Carlo, il Museo di Capodimonte e il Napoli Teatro Festival.
 
Martedì 15 Gennaio 2019, 15:02
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