Il Ponte Morandi arriva sul presepe: l’omaggio a Genova dell’artista Travaglini

Martedì 4 Dicembre 2018 di Gennaro Morra
Il ponte Morandi sul presepe di Maurizio Travaglini

Ormai le rivisitazioni del presepe, l’elemento della tradizione cristiana per eccellenza, non stupiscono più. Ogni Natale a San Gregorio Armeno, la patria della rappresentazione della natività, puntualmente spuntano fuori “pastori” con le sembianze di personaggi pubblici, che con la sacra famiglia c’entrano poco o nulla. Quest’anno, ad esempio, va di moda la statuetta di Cristiano Ronaldo con la maglia numero 7 della Juventus addosso. E non si fa fatica a immaginare che tanti napoletani, vedendola esposta nella via dei presepi, abbiano storto il naso, non solo perché il campione portoghese non ha proprio niente di sacro: ritrovarsi quella maglia bianconera in un contesto religioso a qualcuno può essere sembrato addirittura blasfemo.
 
Dall’altra parte della città, precisamente a Bagnoli, invece c’è chi il presepe preferisce rivisitarlo dal punto di vista architettonico, evitando di trasformarlo in un luogo di gossip e riempirlo con improbabili miniature di personaggi talvolta anche discutibili. Così da circa 30 anni Maurizio Travaglini, scultore e artista presepiale, ridisegna la scena della natività, aggiungendo elementi che richiamano eventi dell’attualità. E allora per il Natale 2018 in uno dei suoi presepi realizzati in sughero è comparso il moncone di un ponte spezzato, chiaro riferimento alla tragedia del crollo del viadotto Morandi avvenuta a Genova lo scorso 14 agosto.

Il ponte Morandi sul presepe di Maurizio Travaglini
«Attraverso l’architettura, cerco di dare al presepe un significato particolare, evidenziando determinati avvenimenti, che possono essere calamità naturali o di altro genere – spiega il 50enne –. Preferisco una rivisitazione di questo tipo, che non si distacca troppo dall’arte presepiale napoletana, invece di mettere in mostra il personaggio di turno. Perciò, quest’anno tra i miei lavori c’è quello in cui ho voluto dare attenzione al disastro più grave avvenuto in Italia nel 2018».
 
Ma a prescindere dall’avversione nei confronti della moda di realizzare statuette somiglianti a personaggi famosi, a Travaglini il presepe piace spoglio di pastori. Infatti, una delle sue prime opere, che ripropone a ogni mostra, s’intitola proprio “Popoliamo il presepe”: «È un presepe privo di pastori, così lo spettatore può sentirsi egli stesso parte della scena e percepire il degrado e il male che stiamo facendo a questa terra». Un’altra variazione sul tema è un’opera in cui s’incontrano Cristianesimo e Mitraismo: «Si tratta di un presepe in cui ho inserito un mitreo, un luogo di culto precristiano – spiega l’artista –. E c’è anche un’edicola con l'incisione in latino tratta dal “Senso cosmico della creazione di Lucrezio”. Forse è il messaggio più forte che io abbia mai trasferito nelle mie opere».
Il ponte Morandi sul presepe di Maurizio Travaglini
Opere che possono essere ammirate, volendo anche acquistate, visitando il laboratorio di via Giusso a Bagnoli (sito web www.mtra.it). Si trova lì anche il presepe nato per omaggiare la città di Genova, realizzato con misure medie. Magari durante le feste natalizie potrebbe essere esposto in un luogo pubblico per testimoniare una volta di più la vicinanza dei napoletani al capoluogo ligure.

Ultimo aggiornamento: 17:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA