La vendetta del boss, il documentario sull'omicidio Salvia in onda su Raidue

La vendetta del boss, il documentario sull'omicidio Salvia in onda su Raidue
Giovedì 29 Settembre 2022, 12:05 - Ultimo agg. 12:26
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A quarant'anni di distanza dalla morte di Giuseppe Salvia, vicedirettore del carcere di Poggioreale, arriva “Le ultime parole del boss”: domani, 30 settembre, alle 21.25 su Raidue, dedicato alla storia di questo “piccolo” eroe dimenticato, ucciso dalla camorra semplicemente perché svolgeva le sue funzioni. Una coproduzione Rai Documentari e B&B Film, per la regia di Raffaele Brunetti che lo ha scritto assieme ad Antonio Mattone ed Enrico Nocera.

Un lavoro tratto dal libro “La vendetta del boss” di Antonio Mattone (Guida Editori), con il contributo di Regione Campania e Mic – Ministero della Cultura, Direzione generale cinema e audiovisivo e il sostegno di Fondazione Film Commission Regione Campania. Realizzato con interessante materiali di repertorio e interviste inedite, il documentario ripercorre la vicenda del vicedirettore del più noto penitenziario di Napoli, Poggioreale, che il 14 aprile 1981 venne crivellato di colpi di pistola sulla tangenziale di Napoli, per ordine del boss della camorra, Raffaele Cutolo.

Nella sua inarrestabile ascesa al potere dall’interno del carcere,  ’o professore incontrò un ostacolo in Salvia che, svolgendo il suo lavoro nel rispetto delle regole, non gli riconosceva i privilegi a cui era abituato. E fu per questo che il 6 novembre 1980, dopo aver avuto l'ardire di insistere per una perquisizione di routine davanti a detenuti e agenti, Salvia venne schiaffeggiato dal boss della camorra che ebbe modo così di accrescere ulteriormente il proprio potere all’interno del carcere. Il trasferimento per motivi di sicurezza chiesto dal vicedirettore non fu concesso. Solo 5 mesi dopo, mentre era alla guida senza nessuna scorta, Salvia venne ucciso. Aveva 38 anni.

La storia di Giuseppe Salvia e il dolore della sua famiglia sono stati ben presto dimenticati dall’opinione pubblica, dalla cronaca e soprattutto dallo Stato. Ma Mattone che, dopo un incontro con il figlio di Salvia, decide di riportare alla luce questa vicenda e cercare la verità: studiando documenti nei sotterranei del carcere, incontrando la famiglia e chi ha lavorato a fianco di Salvia: colleghi, guardie carcerarie, cappellani, l’avvocato del boss e, soprattutto, il mandante dell’omicidio, Raffaele Cutolo.

A quarant’anni dall’omicidio, il boss di Ottaviano, unico detenuto in Italia in perenne isolamento, ormai vecchio e malato ma ancora con quell’atteggiamento spavaldo che lo ha sempre contraddistinto, concede un’intervista a Mattone, la prima dopo decenni e l’ultima prima di morire.  E alla fine, per la prima volta, la più grande ammissione: «Sì, l’omicidio Salvia l’ho fatto io». Quando l’agente di custodia entra nella saletta per comunicare che il tempo è scaduto a Antonio non rimane che salutare il boss, che ricambia con un «Mi raccomando parli bene di Salvia», e correre a trovare un posto dove scrivere gli appunti. Sale in auto e alla prima stazione di servizio tira fuori il registratore e con calma e determinazione registra i ricordi della conversazione. Ricordi che sono il filo portante di questo documentario.  

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