Pompei, infiamma il web
lo scatto «hot» nel lupanare

di Susy Malafronte

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Il turismo tra i quartieri a luci rosse della Pompei archeologica. Il post social è virale. Su Instagram il Parco Archeologico pubblica una delle immagini proibite del Lupanare e il termometro social segna temperature altissime. Nel lupanare le prostitute, per lo più schiave greche e orientali, esercitavano la loro professione pagate tra i due e gli otto assi (una coppa di vino ne costava uno).

L’edificio è a due piani. Al superiore ci sono le abitazioni del proprietario e delle schiave, in quello inferiore cinque camere tutte fornite di un letto in muratura si dispongono ai lati del corridoio che connette i due ingressi del pianterreno. Le stanze erano chiuse da una tenda. Sul fondo del corridoio, sotto il vano scala, si vede una latrina. Sulle pareti del corridoio centrale quadretti con raffigurazioni erotiche raccontavano ai clienti le attività che si svolgevano. Il lupanare prende il nome da lupa termine latino per designare la prostituta. Lo scavo del Lupanare è datato1862
Lunedì 14 Gennaio 2019, 16:18
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