Longola, torna in mostra la canoa che sfuggì al rogo di Città della Scienza

di Carlo Avvisati

Il pezzo forte della mostra che apre domani all'Antiquarium di Boscoreale e racconta dei reperti trovati a Longola di Poggiomarino quasi vent'anni fa, è il grande «lontro», la canoa monossile (ricavata da un unico tronco) rinvenuta nel sito abitato dalla comunità dell'età del Ferro che tremila anni fa si sviluppò e prosperò nella piana del Sarno. Lungo quasi quatto metri, il «lontro» si salvò per mera fortuna dall'incendio che nel 2013 distrusse Città della Scienza, dove era esposto. Con quella canoa gli abitanti del sito si muovevano lungo i canali che collegavano tra loro la ragnatela di isolotti su palafitte: terre strappate alla palude su cui erano le capanne, fornite di focolari e forni di cottura esterni e interni. E proprio da quella comunità, secondo gli archeologi, partirono, dopo un'alluvione particolarmente disastrosa, le genti che andarono a costituire il primo gruppo abitativo della futura Pompei. Perciò alcuni reperti lignei, una mangiatoia e attrezzi in legno rinvenuti a Longola sono proposti nella mostra

«Pompei e gli Etruschi» che si tiene nella Palestra Grande fino al 2 maggio. A Boscoreale, invece, saranno esposti, sino al 20 gennaio 2020, gioielli in ferro, oro, fibbie in bronzo rivestite di ambra, spilloni, bracciali, anelli e vasi. Oltre a manufatti ossei: aghi, punteruoli, spatole e spilloni, amuleti, pendagli, ricavati lavorando denti di orso, di maiale e palchi di corna di cervo. Un centinaio di pezzi capaci di raccontare la storia, la maestria e la cultura delle genti che abitavano la valle del Sarno trenta secoli fa.
Lunedì 15 Aprile 2019, 10:30
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