Un «lupo» al museo archeologico, statue censurate

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«Un lupo al Museo», dieci video per raccontare i legami tra arte e società: le opere dell'Archeologico entrano in dialogo con i visitatori in episodi pensati per il web

Il progetto realizzato dal Mann, con gli «esperimenti sociali» a cura di Ugo Capolupo, è composto da dieci video destinati al web: gli episodi, ambientati in differenti spazi museali, raccontano l’universo culturale dell'Archeologico in una nuova ed originale prospettiva. 

Il Museo, infatti, diviene lo spazio ideale per affrontare temi che hanno una spiccata rilevanza sociale: bullismo, traffico d’arte, sesso, censura, schiavitù, razzismo, modernità sono soltanto alcuni dei termini declinati nel vocabolario creativo di Capolupo.

Se i temi cambiano, assecondando tagli antropologici e sociologici diversi, costante è il richiamo all’archeologia come base culturale imprescindibile per tessere un dialogo tra passato e presente: soltanto dall’arte, infatti, scaturisce l’input per provocare il visitatore, che diviene vero protagonista della performance inscenata da Capolupo. 
Mercoledì 6 Marzo 2019, 16:10 - Ultimo aggiornamento: 7 Marzo, 12:52
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