Siani e le foto del «Ri-scatto»
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di Paolo Siani*

Abbiamo riaperto i nostri album di famiglia, dove le foto, spesso in bianco e nero, e sbiadite dal tempo trascorso, raccontano la nostra vita. Le fotografie di Giancarlo non sono molte, si fermano inesorabilmente ai suoi 26 anni, ma sono abbastanza per raccontare la sua breve vita, una vita normale, vissuta con gli amici, con Daniela, Enrico, Sergio, Gaetano, Roberto, Chiara e tanti altri, di cui non ricorso più il nome. Vita vissuta con allegria, come è normale che sia per un ragazzo di 20 anni. Ci siamo affidati a vecchie foto, perché siamo convinti che le foto, più di tante parole, siano capaci di raccontare il tempo trascorso e riaccendere in noi ricordi ed emozioni ed evitare che l’oblio copra il nostro passato. Abbiamo deciso, per la prima volta, dopo 31 anni, di raccontarvi Giancarlo, quello vero, quello che voleva fare solo il giornalista, con la sua strana auto, la Mehari verde, comprata usata in Emilia Romagna.

Sappiamo bene che tuffarsi nei ricordi spesso ci fa male, ma abbiamo sentito il bisogno, dopo tanti anni, di aprire gli album dei nostri ricordi per farvi conoscere mio fratello, che non voleva essere un eroe, ma solo un giornalista.
Lo abbiamo fatto per tenere vivo il ricordo di Giancarlo, il suo sguardo, il suo sorriso, la sua faccia pulita e con lui i volti delle vittime innocenti della criminalità. Forse le loro foto servirebbero più di tante parole sulla legalità.
Vedrete in questi 24 «ri-scatti», in mostra al Palazzo delle Arti di Napoli, un ragazzo semplice, bello, allegro, la cui vita è stata ingiustamente stroncata dalla ferocia camorrista per aver scritto parole scomode. A Napoli negli anni 80 poteva accadere una cosa del genere.

Queste che vedete sono 24 foto che abbiamo «ri-scattato» per Giancarlo, questa è la nostra risposta a chi ce lo ha portato via. Questo è il suo «ri-scatto». Grazie a tutti i nostri amici, gli amici più cari di Giancarlo e miei, che hanno riaperto i loro album e mi hanno, con generosità, inviato le loro foto con Giancarlo. So di aver riaperto, anche per loro, una ferita e anche per questo sono loro molto grato.

Ad Antonella, che ha maneggiato, con cura e affetto, le foto e i suoi ricordi, va il mio più profondo grazie; così come a Pasquale, che mi ha spinto a superare qualche mia preoccupazione. L’idea è sua e anche per questo gli sono grato. Ma questa mostra può diventare anche un momento di condivisione collettiva. E allora chiediamo a chi ha conosciuto Giancarlo, ai suoi amici, ai suoi colleghi, ma anche ai nostri tanti parenti, sparsi un po’ per la città e alcuni in altre città d’Italia, di aprire anche i loro album di famiglia e cercare foto con Giancarlo, sicuramente altri avranno fotografato momenti belli trascorsi con lui. Mandatele all’indirizzo mail ilriscattodigiancarlo@gmail.com con una frase, un pensiero o solo la data e il luogo dove è stata scattata, noi la ri-scattiamo e tra un anno le raccoglieremo tutte in un grande volume, « Il Ri-scatto di Giancarlo». Più sarà ampia la partecipazione, più sarà tutta la città a riscattarsi.

Ma soprattutto vogliamo passare un testimone ai giovani di oggi che non hanno conosciuto Giancarlo, a loro vogliamo far conoscere questo ragazzo e chiediamo di tenerne vivo il ricordo e a loro volta di passare il testimone a chi verrà dopo di loro. Mentre tutti si interrogano su «Gomorra» o si cimentano in nuovi racconti sulle paranze dei bambini, noi vogliamo raccontare Giancarlo, la sua breve vita e la vita di tutte le vittime innocenti della criminalità, in attesa che qualcuno comprenda che serve un piano speciale per Napoli, per i giovani di Napoli.
Serve un ri-scatto. Proviamoci.

*Presidente Fondazione Polis

Intanto, il video di Sergio Siani, di Newfotosud, mostra le fasi finali di  realizzazione del murales dedicato a Giancarlo Siani che verrà inaugurato il 23 settembre.
Mercoledì 21 Settembre 2016, 14:05 - Ultimo aggiornamento: 22-09-2016 12:39
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