Muhammad Ali, fotoracconto del mito della boxe al Pan di Napoli

di Giovanni Chianelli

Era uno che diceva: «Ho ucciso una roccia, ho ferito un sasso. Io faccio ammalare le medicine», tanta era la potenza dei suoi colpi. E anche delle sue parole, come hanno voluto sottolineare i curatori di «Muhammad Ali», una mostra di cento fotografie sul pugilie statunitense morto nel 2016, in esposizione al Pan da oggi al 16 giugno.

Una delle stanze allestite è proprio dedicata alla forza del messaggio civile e delle battaglie cui il campione, nato col nome di Cassius Clay, ha dedicato una vita. Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi sono i giornalisti che hanno creato il percorso di immagini e brani, e hanno significativamente chiamato «doni» i settori in cui è suddivisa l'esposizione. Gli altri regali che Ali ha lasciato sono agli appassionati di boxe, alla dignità umana, ai compagni di viaggio, al coraggio e alla memoria. Girando per le sale del Palazzo delle arti in cui la mostra, curata da Vidi Visit different, esordisce si ha la sensazione di un ritratto completo: dalla palestra alla strada, dalla famiglia, o meglio le famiglie (il pugile si sposò ben quattro volte), a «The rumble in the jungle», ovvero il più grande incontro della storia della boxe che lo vide affrontare e battere George Foreman, il 30 ottobre del 1974 a Kinshasa.
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Venerdì 22 Marzo 2019, 12:00
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