Musei, arrivano le conferme:
ok ai direttori del Mann e Paestum

Martedì 23 Luglio 2019 di Maria Pirro
Paolo Giulierini al Mann, Gabriel Zuchtriegel a Paestum: i due direttori dei musei in scadenza nell'autunno 2019 sono confermati per quattro anni. Resta in bilico Sylvain Bellenger, numero uno a Capodimonte che ha da poco incontrato il ministro per i beni culturali Alberto Bonisoli chiamato a decidere personalmente sul da farsi, a differenza delle altre nomine. Queste ultime sono infatti di competenza del «braccio destro» Antonio Lampis, che ieri è intervenuto alla presentazione del rapporto annuale sulle attività dell'Archeologico (nella nuova caffetteria, con i rumori dei cantieri aperti in sottofondo).
 
Un'occasione per visitare la ritrovata collezione sulla Magna Grecia con i suoi splendidi mosaici e per annunciare di aver avviato in anticipo le procedure per i contratti. «Il Mann è un esempio in Italia ed è attento ai linguaggi degli over 50 e delle giovani generazioni; le tecnologie digitali oggi sono fondamentali», certifica.

«I musei vivono un momento magico: solo quelli statali, 500 su 5000, contribuiscono in modo determinante al Pil, per l'1,6 per cento; è quasi quanto il reddito prodotto dall'agricoltura», spiega Lampis. Non solo: «Un turista su cinque dichiara di venire nel paese proprio per visitare un museo statale e, incredibilmente, tutti oggi conoscono i nomi dei direttori come in nessun'altra parte al mondo». Quanto a Giulierini, «è al top della performance sia annuale che quadriennale». «Lui ha dato una marcia in più a questo luogo, stravolgendolo», interviene Patrizia Boldoni, consigliere del governatore De Luca per i beni culturali. E Lampis chiarisce che il «4 più 4» è decisivo per lasciare un segno, sempre più incisivo.

In particolare, il rapporto annuale dedicato al 2018, che contiene anche i dati del primo semestre 2019, segnala tra gennaio e giugno di quest'anno 408mila presenze (+21 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018, +46 per cento rispetto al 2017), con 5.253 abbonati e incassi crescenti anche perché i prezzi dei biglietti sono stati ritoccati (intero da 12 a 15 euro; ridotto da 6 a 7,5). Oltre 613mila, invece, sono gli ingressi registrati nel 2018 (+16 per cento rispetto al 2017; 3,4 milioni le entrate derivate dai ticket), 23 le mostre in loco e 53 in Italia e all'estero realizzate con 1450 reperti provenienti dall'Archeologico, 23mila i partecipanti al FestivalMann «Muse al Museo». Autore del report è il docente dell'università Vanvitelli, Ludovico Solima, che fa notare anche gli obiettivi non ancora centrati, dal rifacimento degli infissi all'illuminazione al led: «Il metodo è la trasparenza». E, tra i cambiamenti visibili, l'atrio e le collezioni rinnovate, i lavori in corso per gli altri allestimenti, anche nei depositi al piano interrato.

A questi numeri e progetti se ne aggiungono altri che corrispondono a ulteriori iniziative strategiche: la piattaforma Google «Arts&Culture», ad esempio, ha raccolto 773 immagini di capolavori digitalizzati; il videogioco «Father and son» ha portato a 1.825.000 download, con 8.500 check-in nel museo tramite il game. In crescita la comunicazione coordinata da Antonella Carlo, soprattutto sui social e on line. E ancora: 22 le partnership, 25 le pubblicazioni, 727 le operazioni di restauro concluse. Senza trascurare le collaborazioni internazionali: con l'Hermitage di San Pietroburgo per la mostra su Canova (40 per cento il trend di crescita durante la mostra) e per l'esposizione su Pompei conclusasi lo scorso 23 giugno nell'Istituto russo, che ha il record di 1,1 milioni di visitatori in due mesi. Nell'ambito del Forum culturale Italia-Cina, la mostra «Pompeii. The infinite life» ha fatto conoscere 120 reperti del Mann a oltre tre milioni di cinesi, e la comunità di Pechino a Napoli ora è chiamata a contribuire alla ideazione dei supporti didattici. Scambi e progetti. Pubblicato da Electa, il report annuale riporta, non a caso, le immagini del «viaggio» delle opere del Mann all'Ermitage (a cura di Paolo Soriani). Ma, nella giornata clou, non manca un fuori programma: a causa del caos trasporti, Giulierini non riesce a raggiungere Napoli in tempo per la presentazione dei dati (e invia un videomessaggio), stesse difficoltà per Rosanna Cappelli, direttrice di Electa bloccata a Roma; mentre il direttore generale dei Musei del Mibac Lampis solo nel tardo pomeriggio può rientrare in treno nella Capitale. © RIPRODUZIONE RISERVATA