Museo del Tesoro di San Gennaro, tour virtuale gratis per i lettori del Mattino: prenota subito, posti limitati

Domenica 5 Luglio 2020 di Benedetta Palmieri

Un tour virtuale e gratuito dedicato a mille lettori del Mattino, attraverso la Cappella e il Museo del Tesoro di San Gennaro - tra oggetti di rara preziosità, ma anche attraverso la storia della città, il suo rapporto con il santo e i vulcani - e con una guida d’eccezione: Paolo Iorio, direttore del museo. Una formula originale, che cerca di ovviare all’aspetto meno accattivante della virtualità: una distanza che talvolta rischia di far perdere attenzione e emozione; ibrida, che unisce al filmato montato la presenza di una voce che lo racconti “dal vivo”. L’iniziativa - voluta dalla Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro, e che potrebbe definirsi una “donazione culturale” - è stata approntata e provata già nei mesi di confinamento, con destinatari ragazzi di scuole di tutta Italia. 

Ma andiamo per gradi. Innanzitutto, date e orari delle visite: giovedì 9 luglio alle 21, e venerdì 10 alle 11. E le indicazioni pratiche: i lettori del Mattino che vorranno partecipare alla diretta streaming non dovranno far altro che andare sul sito ohmyguide.tours (https://www.ohmyguide.tours), dove saranno guidati nella prenotazione, ricevendo al proprio indirizzo mail il link per l’accesso; ma è a disposizione anche il QR Code visibile qui. La “Digital Experience della Cappella e del Museo del Tesoro di San Gennaro” si terrà sulla piattaforma Zoom, che non è necessario scaricare, potendovi accedere dal web. Si ribadisce che i posti sono mille, divisi tra le due date, e varrà l’ordine di prenotazione. Ma come si articolerà la visita? Come detto, lo sguardo si focalizzerà sì sulle bellezze della Cappella e del Tesoro, ma le inquadrerà in un contesto storico e culturale più ampio. I visitatori avranno modo di vedere pure il direttore, in modo da instaurare un contatto più diretto, ma saranno le immagini a prendersi spazio. Il tour descriverà il rapporto di Napoli con il territorio e con il patrono, eletto dal popolo stesso come protettore - un culto che si è mantenuto sempre fervido, che vive dello scioglimento del sangue o dei voti che la popolazione seguita a fare al santo; e che ha regalato alla città la Cappella e il Museo: luoghi di straordinaria bellezza e principali protagonisti della visita. Gioielli, dipinti, sculture, statue, arredi in argento e tessuti - donati da cittadini, regnanti e capi di Stato - fanno del Tesoro il patrimonio artistico più importante al mondo; e, mentre il direttore Iorio si soffermerà sugli artisti che hanno contribuito a formarlo nei secoli o su dettagli storici, si potranno ammirare pezzi di raro interesse. Se ne nomina solo qualcuno, per rendere l’idea: il reliquiario per il sangue o la collana di perle, la mitra gemmata: uno degli oggetti più preziosi del mondo con le sue 3.964 pietre tra smeraldi, rubini e diamanti a simboleggiare rispettivamente conoscenza, sangue e fede. O ancora, la collana del Tesoro: nel 1679 la Deputazione sollecitò la creazione del monile che avrebbe dovuto ornare il busto di san Gennaro: tredici grosse maglie d’oro con gemme donate dalla Deputazione stessa, che infine però non parve sufficientemente pregiato. Così, si è via via arricchito dei regali di re e regine passati per Napoli.
 


Due almeno i pezzi da ricordare: l’anello che Maria José del Belgio si sfilò dal dito e lasciò in dono, essendosi recata in visita alla Cappella senza portarne uno ufficiale; e la coppia di orecchini donati invece da una popolana, di cui erano il bene più prezioso. Il progetto, si diceva, ha preso vita nel periodo di chiusura dovuto al coronavirus e da marzo, per circa tre mesi, ha accolto scuole di tutta Italia. I ragazzi che vi hanno partecipato sono stati circa 2.700 e tra questi, a manifestare maggiore curiosità, sono stati proprio quelli partenopei - segno dell’interesse della città per se stessa, la propria storia, le proprie bellezze. È stata questa constatazione a spingere verso l’estensione dell’iniziativa ai napoletani tutti, e così ai lettori del Mattino. Un’iniziativa il cui spirito sintetizza Paolo Iorio: «Un’esperienza bellissima, che mi ha riappacificato con ciò che avveniva e ci allontanava da arte e musei. Una formula che mi consente di raccontare Napoli e la storia di uno dei più importanti tesori al mondo - comprendendo, una volta di più, che l’arte e i musei non vanno subiti, ma narrati prima ancora di essere visitati e ammirati».

Ultimo aggiornamento: 8 Luglio, 09:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA