Napoli capitale italiana del libro 2021, ecco il progetto del Comune in anteprima

Mercoledì 14 Ottobre 2020 di Ugo Cundari

Napoli si candida a capitale italiana del libro 2021. L'ufficio dell'assessore alla Cultura e al turismo Eleonora De Majo sta preparando il progetto da inviare entro venerdì alla direzione generale delle biblioteche e del diritto d'autore del ministero dei Beni culturali, che ha varato per la prima volta il bando. In ballo fino a mezzo milione di euro per favorire «progetti, iniziative e attività per la promozione della lettura» che dureranno tutto l'anno e che hanno due obiettivi fondamentali, «diffondere l'abitudine alla lettura e favorire l'aumento del numero dei lettori, valorizzando l'immagine sociale del libro e della lettura nel quadro delle pratiche di consumo culturale» e «promuovere la frequentazione delle biblioteche e delle librerie e la conoscenza della produzione libraria italiana, incentivandone la diffusione e la fruizione». Napoli città di scrittori e biblioteche, ma anche Napoli dove, come in tutto il Sud, si legge poco, troppo poco, prova a ripartire da uno dei suoi punti forti, come ha fatto con la musica, il turismo, il cinema. 

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Il dossier messo a punto è ancora top secret, il calendario prevede eventi da gennaio a dicembre, con particolare concentrazione durante il «Maggio dei monumenti», nel caso il dossier della De Majo arrivasse primo, ai luoghi del libro, dalle biblioteche civiche a quelle universitarie e della curia a cominciare da quella straordinaria dei domenicani che di solito sono chiuse o hanno possibilità di ingresso molto limitate, o non hanno la visibilità meritata. «Pensiamo anche al grande patrimonio costituito dalle biblioteche dei privati, vogliamo rendere accessibile anche questo, perché il sapere vive quando è condiviso dal maggior numero di persone» dice la De Majo. Altra iniziativa con il libro al centro sarà «Natale a Napoli» con un programma pensato apposta per bambini, ragazzi e famiglie.

Per rendere la candidatura più forte, il Comune ha cercato di coinvolgere scrittori, intellettuali, editori, scrittori, librai, bibliotecari perché «è la città che si candida, il Comune è solo lo strumento attraverso il quale presentare nei giusti tempi e modi il progetto».

Primo big a firmare una lettera di sostegno è stato Maurizio de Giovanni, si attende una risposta da Valeria Parrella, tra gli editori ad aver subito aderito ci sono Tullio Pironti, Diego Guida, Emilia Del Franco per Bibliopolis, Paolo Izzo per la Stamperia del Valentino. Tra le librerie Langella a port'Alba, Lieto a Fuorigrotta, Iocisto al Vomero. Primo istituto culturale a prendere parte all'iniziativa è stata la società napoletana di Storia patria, ma possono aderire anche i semplici cittadini, approfittando di una pagina apposta sul sito del Comune, messa in rete, però, solo lunedì scorso.

«Napoli è una città libro dalle enormi potenzialità, abbiamo censito 400 biblioteche che vogliamo valorizzare e mettere in rete tra loro, lavoriamo su questo aspetto che porteremo avanti anche nel caso in cui non dovessimo vincere» dice la De Majo, che pensa ad eventi condivisi tra Forcella e il Vomero, in particolare a reading in cui «escano fuori le diverse narrazioni della città in letteratura. Tra la Napoli-Gomorra e quella da cartolina esistono tantissime altre sfumature, le vogliamo far raccontare dai singoli autori in una ventiquattr'ore di letture, dall'alba al tramonto, così che per le strade della città riecheggino pagine di centinaia di libri diversi che messi insieme potranno dare idea di quante anime abbia la città». Entro poche settimane dalla data di scadenza per consegnare le domande il ministero nominerà una commissione per valutare il progetto migliore.

Ultimo aggiornamento: 20:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA