Napoli, Millennials 100 e lode: «Noi siamo i vincenti»

Sabato 6 Luglio 2019 di Elena Romanazzi
Millennials non solo selfie, social e serate all'insegna degli eccessi ma tanto studio e impegno. Maturità finita (in anticipo rispetto al passato dal momento che gli orali sono iniziati prima visto che è stata cancellata la terza prova) e primi quadri esposti in alcuni (non tutti) istituti napoletani.
 
I cento non sono mancati, anzi stando ai primi dati sarebbero superiori rispetto al passato. «E non si dica - spiega un maturando - che al Sud sono di manica larga rispetto al Nord, è ora di finirla con queste considerazioni».

Al liceo Sannazaro si festeggia. Ci sono diversi cento ma anche una lode. Caterina Pocobelli è la maturanda che ha ottenuto il massimo dei voti e qualcosa di più che capita raramente. Una lode che un tempo era premiata anche con un piccolo assegno ora svanito nel nulla. Ma resta il prestigio, l'obiettivo raggiunto, il riconoscimento dei tanti sforzi fatti durante il percorso scolastico. «Sono arrivata - spiega Caterina - con il massimo dei crediti, 40, ho preso il massimo dei voti alle due prove scritte e la commissione ha poi deciso per la lode, una grande emozione vedere scritto sul quadro conclusivo 100 e lode, non ci potevo credere anche se a dir la verità ci speravo». Caterina ora pensa al suo futuro. Vacanze brevi e poi una full immersion per affrontare a settembre il test di medicina. «È stata una decisione direi estemporanea - spiega - prima ero convinta di voler fare giurisprudenza, poi tutto è cambiato, le basi ritengo di averle, certo ci sono ragazzi che si stanno preparando già da un anno, voglio tentare anche io e spero proprio di farcela». Caterina sceglie Napoli, non è un cervello in fuga, preferisce rimanere nella sua città e non per comodità. Una decisione matura. Ha solo un pizzico di amarezza: «Negli altri Paesi il voto dell'esame di maturità consente di ottenere dei crediti all'Università, questa possibilità sarebbe uno stimolo per tanti studenti, un incentivo ad impegnarsi di più lungo il percorso di studi». Aiutare gli altri è questa la mission che vuole perseguire Caterina, da qui il percorso di medicina.

«Non siamo una scuola di serie B come pensano molte persone né si può dire che la scelta di un tale percorso di studi sia legata alla mancanza di volontà di stare sui libri». Marco Campagna ha frequentato questa scuola del centro storico della città. È entusiasta, ancora non crede al risultato ottenuto. Voti alti ma non il massimo, vicino al massimo. Si è presentato all'esame con 38 crediti, al primo scritto ha ottenuto 17, al secondo 20. «Pensavo di non farcela - spiega - invece la commissione ha utilizzato i 5 punti in più che ha a disposizione e mi ha premiato con il 100». «Mio padre, operaio - spiega - si è emozionato, non ho voluto che venisse all'esame per scaramanzia ero teso anche io quindi... ma alla fine è andata bene malgrado le novità che sono state introdotte all'ultimo». Il futuro? «Medicina - spiega - mi sto preparando da un anno, spero di entrare alla Vanvitelli. Si vedrà».

Capodimonte, istituto professionale De Sanctis-Caselli guidato da Luca de Bartolomeis. Qui ci si può fermare dopo tre anni o andare avanti fino alla maturità come ha scelto di fare Carmela Sabatino. Ha preso anche lei 100. «Non me l'aspettavo davvero - spiega - credevo di arrivare a 95 e invece una bella soddisfazione che dedico non solo alla mia famiglia ma a mio padre che purtroppo non c'è più». Carmela al papà ha fatto una promessa: iscriversi ad Architettura. «Manterrò questo impegno - aggiunge - e non solo per lui ma per me, plasmare, creare, disegnare, anche la sola scelta di un colore è importante, è quello che mi è sempre piaciuto fare».

Nella sezione di Alessandro De Mascellis sono stati in cinque ad ottenere il massimo dei voti. Alessandro è uno di questi. Futuro già delineato. «Andrò alla Luiss a Roma a studiare giurisprudenza, ho superato il test e sono pronto», spiega. «Ho lavorato sodo e certo le novità dell'esame hanno creato - puntualizza - difficoltà un po' a tutti, ma è andata bene». Alessandro non ritiene che questo esame sia più meritocratico rispetto al passato. «Con l'incognita delle buste - aggiunge - difficile considerarlo tale ma comunque chi ha studiato davvero viene premiato, occorre conoscere bene gli argomenti trattati, sono contento». Futuro in giurisprudenza con uno sguardo alla politica: «È una passione - rivela - ci sto pensando, sono un europeista convinto, difendo i diritti umani e civili, condivido in pieno +Europa e al mio primo voto ho scelto loro». Ultimo aggiornamento: 12:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA