Napoli, a Ponticelli nasce il Teatro Bellavista: «Omaggio a icona della napoletanità»

Mercoledì 7 Ottobre 2020 di Gennaro Morra
L'insegna del Teatro Bellavista

In un momento in cui l’arte e la cultura sono relegate in un angolo e organizzare un evento live, se non impossibile, è quanto meno complicato, decidere di aprire un teatro in piena pandemia diventa un atto di coraggio. Se poi la nuova sala nasce in un quartiere periferico di Napoli, dove perfino le scuole faticano a restare aperte, allora si può anche asserire di stare assistendo a un’azione di eroismo civile. Per questo l’inaugurazione del Teatro Bellavista a Ponticelli, da parte di una giovane compagnia teatrale che ha deciso di scommettere su un sogno, diventa un’iniziativa di rilevanza sociale da promuovere e sostenere.

«Il teatro mi ha sempre affascinato, lo vivo da quando ero piccolo grazie a mia nonna, che mi ha trasmesso questa passione e con cui condivido questo progetto – spiega Francesco de Cenzo, principale promotore dell’iniziativa –. Prima di decidere di fare questo passo importante, mi sono rapportato con le innumerevoli difficoltà che le compagnie teatrali vivono nel quotidiano. E, sulla scia di questa esperienza, ho cercato di creare qualcosa di personale, in una zona così complessa come Napoli Est, dove scarseggiano i luoghi dove poter condividere l’arte e la cultura». Un’idea che, più che un progetto imprenditoriale, si sta rivelando una vera e propria missione: «Sto cercando di realizzare il mio sogno di far avvicinare tutti a questa forma d’arte: bambini, ragazzi e adulti. Il teatro è un mezzo per far parlare l'anima, un modo di vivere civile, un insegnamento costante che porta alla scoperta di se stessi».

E il piccolo Teatro Bellavista, solo 70 posti in platea, porta nel nome ilo tributo a colui che ha impiegato gran parte della sua esistenza a cercare di divulgare l’amore per gli uomini e tra gli uomini: «Fondamentale per me è stata la figura di Luciano De Crescenzo, personaggio iconico che ben rappresenta la napoletanità nelle sue più sottili sfaccettature, in particolare il mio omaggio è al professor Bellavista, personaggio unico e indimenticabile». Ma Francesco non è solo in questa impresa: «Con me ci sono mia nonna, Raffaella Orefice, attrice 61enne, e la mia ragazza, Antonia Tudisco, 32 anni e anche lei attrice – spiega il 22enne –. Poi la compagnia, che diventerà la Stabile del Teatro Bellavista, si completa con Giovanni Ciaramella, Mario Bracigliano, Daniele Fiorentino e Carmine Camardella, anche loro giovani sognatori come me».

Un’avventura che inizia domenica 11 ottobre alle 19 con l’inaugurazione e che proseguirà con una serie di iniziative già in programma: «Il 20 Ottobre ci sarà l’Open Day dei corsi di recitazione, sempre alle 19, che saranno tenuti da Marco Lanzuise (teatro) e Peppe Migliaccio (cabaret) – annuncia Francesco –. A inizio dicembre, invece, porteremo in scena con la Stabile uno spettacolo dal titolo NetCommedy, rivisitazione in chiave comica di film e serie cult del cinema mondiale».

All’appuntamento di domenica, riservato a una trentina di spettatori in ottemperanza alle regole anti-Covid, dovrebbe essere presente anche Paola De Crescienzo: «Mi emoziona raccogliere ogni giorno sempre nuove iniziative dedicate a papà. Poi, quando queste testimonianze di stima e affetto nei suoi confronti arrivano dai giovani, la soddisfazione è ancora più grande – ha dichiarato la figlia del compianto autore, regista e attore, intervenendo a La Radiazza, trasmissione in onda su Radio Marte –. Farò di tutto per partecipare all’inaugurazione, perchè un Teatro Bellavista è la certezza che papà è più presente che mai».

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