Pagamenti in ritardo a Napoli, verso il ritorno a scuola senza libri

Sabato 24 Agosto 2019 di Mariagiovanna Capone
L'anno scolastico è finito da un pezzo, anzi mancano poco più di due settimane all'inizio del nuovo anno scolastico, eppure prima ancora di ricominciare tra le librerie napoletane c'è malumore. Due le questioni che li coinvolgono, in grado di mettere in ginocchio un settore. La prima riguarda il Comune di Napoli che ancora non ha provveduto al pagamento delle fatture delle cedole librarie per l'acquisto dei libri di testo che i bambini delle scuole primarie hanno utilizzato dal settembre 2018 a giugno 2019, creando non poche difficoltà a un settore che fa già fatica a restare a galla.
 
Ma non va meglio per le scuole secondarie di primo e secondo grado poiché, a differenza dell'anno scorso, la ripartizione dei fondi Miur alle Regioni, e quindi ai Comuni, è stata eseguita con enorme ritardo. Due punti focali, quindi, che mostrano quante difficoltà devono affrontare le librerie, ma soprattutto evidenzia una indifferenza istituzionale verso le famiglie più svantaggiate.

Il Comune di Napoli non paga le librerie che hanno fornito i libri scolastici agli alunni delle scuole primarie cittadine. Questi fondi dipendono esclusivamente dalle casse comunali, e sono stati erogati soltanto in piccola parte, facendo ben sperare. «Hanno pagato solo il 40 per cento della somma totale, ma a ottenerlo sono state le librerie che avevano presentato le fatture fino al 15 novembre 2018. Quelle in data successiva non hanno avuto un centesimo perché da quel momento il Comune ha sospeso i pagamenti» accusa Francesco Manna della libreria «Mancini» a Poggioreale, consigliere nazionale dell'Associazione Librai Italiani. Ma non è l'unico a lamentarsi. La libreria Raffaello all'Arenella in un post sui social provvedere a «chiarire sulla situazione in quanto c'è un po' di disinformazione», insistendo sul fatto che loro sono pronti a fornire i testi per le elementari «come facciamo da 46 anni?, solo che quest'anno per darvi i vostri testi gratuitamente, come è vostro diritto, dobbiamo attendere che il Comune di Napoli paghi i debiti del biennio precedente». Dopo la pausa estiva ci si augura che gli uffici comunali dei servizi finanziari riprendano in mano una questione lasciata in sospeso da quasi dieci mesi, e che purtroppo «non compete all'assessorato all'Istruzione» come precisa l'assessore Annamaria Palmieri.

Ogni anno scolastico c'è sempre qualche problema riguardo i buoni libro. In passato i ritardi hanno interessato le scuole secondarie, con studenti di famiglie meno abbienti obbligati a studiare su fotocopie perché le cedole non venivano inviate alle famiglie, oppure i librai lavoravano sulla fiducia, cioè davano i libri in cambio della rassicurazione di ricevere i buoni non appena il Comune avrebbe provveduto a inviarle. Il Comune ha sempre puntato il dito contro i ritardi nelle procedure di assegnazione dei fondi relativi alle scuole secondarie di primo e secondo grado del Miur, come Il Mattino evidenziò in due inchieste nel 2017 e nel 2018. L'ex ministro Valeri Fedeli, proprio dopo le inchieste del «Mattino» sui fondi Miur alle Regioni, fece mea culpa con una lettera pubblica e accelerò le pratiche anticipando a febbraio 2018 la ripartizione dei fondi. Quest'anno però, con il ministro Marco Bussetti, c'è stato un dietrofront: la ripartizione dei fondi per l'anno scolastico 2019-2020 è avvenuta ad agosto inoltrato. «Così facendo, ci avvieremo al prossimo anno scolastico con i soliti problemi» precisa Francesco Manna. «Si profila - aggiunge - una scuola sempre più per le famiglie benestanti che possono comprare i libri, mentre i bambini di famiglie povere sono senza aiuto e rischiano di non iniziare l'anno scolastico. Il problema esiste ovviamente solo al Sud, perché nelle ricche regioni del Nord anticipano i fondi. Una brutta storia, l'ennesima brutta storia». L'assessore Palmieri precisa: «Provvederemo a comunicare alle famiglie questo ritardo dovuto al Miur che danneggia fortemente i bisognosi, con detrimento dei diritti degli alunni». © RIPRODUZIONE RISERVATA