Ville romane marittime, le meraviglie della costa campana diventano un libro

La Villa romana de il Capo di Sorrento
di Vincenzo Aiello

C’è un grande fervore di scavi archeologici: da Punta Campanella, dove due giovani archeologi hanno ricostruito il percorso dell’antica Via Minervia risalente al II sec. a.C, alla Villa del Capo di Sorrento, dove un team italo-tedesco ha retrodatato la fonda dazione della stessa. In questa temperie effervescente arriva nelle librerie il testo “Le ville marittime romane in Penisola Sorrentina, Capri e Litorale flegreo (pagg. 96, euro 15; Con-fine edizioni)” dello studioso Lucio Esposito, - che sarà presentato il 14 dicembre, ore 18, a Sorrento in Villa Fiorentino - che ha avuto l’idea originale ed inedita di mettere in un unico volume le Ville imperiali marittime e rustiche che vanno da Posillipo a Positano. “Tutto il golfo è trapunto da città, edifici, piantagioni, così uniti fra loro, da assumere l’aspetto di un’unica metropoli... sovrasta questi luoghi il monte Vesuvio, ricoperto di bellissimi campi, tranne che in cima... (Strabone, Geografia 5,4,8)”. Questo è ciò che appariva a Strabone del nostro litorale e che soprattutto in età augustea divenne punteggiato di ville costiere dove i potenti di turno si davano all’otium: banchetti, danze; ma anche nelle ville rustiche come quella de il Capo di Sorrento, divennero unità produttive agricole che erano autosufficienti nella produzione di derrate e di garum.

Nell’ottima prefazione ai saggi di Esposito il prof. Umberto Pappalardo (Archeologia Pompeiana, Suor Orsola Benincasa), disegna il perché di questa felicità della Campania, che partorì una vera e propria implosione edilizia: 400 ville punteggiarono i nostri litorali. Esposito dal canto suo ci descrive le caratteristiche principali delle ville, con immagini, schede e mappe cartografate che uniscono alla precisione delle fonti letterarie ed archeologiche una bella traduzione in inglese. Il fenomeno delle ville marittime, si diffuse principalmente fra il I sec. a.C. ed il I sec. d.C., - ma recenti scoperte archeologiche da Gaeta in giù potrebbero farne retrodatare l’inizio - quando il possedere una villa con peschiere divenne, oltre che una moda, una sorta di status symbol che attestava l’enorme ricchezza del suo possessore. All’interno del volume sono descritte con immagini e testi le principali e più belle ville marittime della costa campana: la Villa di Posillipo, del Capo di Sorrento, dell’imperatore Tiberio a Capri, di Positano, di Minori e di Vietri. Un testo che ha la precisione del saggio archeologico e la maneggevolezza della guida da trekking colto.
Giovedì 7 Dicembre 2017, 10:26 - Ultimo aggiornamento: 07-12-2017 10:26
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