Palazzo Reale, tour negli appartamenti: 50 visitatori all'ora e nuove luci al led

Venerdì 19 Giugno 2020 di Maria Pirro

La scenografia d'ingresso a corte è solenne, il percorso a senso unico: dallo Scalone d'onore, diviso a metà per evitare che i visitatori in entrata e uscita si incrocino, si passa nell'ambulacro protetto da vetrate ottocentesche. Comincia così il tour a Palazzo Reale: Appartamento storico, Teatro e Cappella, è il museo ritrovato, da ieri riaperto. Con le sale antiche adorne di pitture, statue, arazzi e mobili d'epoca. Con una nuova illuminazione al led che valorizza i preziosi dipinti. Con un itinerario ridisegnato ai tempi del Covid-19, e i cartelli che avvisano: la mascherina è obbligatoria, occorre rispettare la distanza di un metro e mezzo tra persone e massimo cinque sono ammesse per stanza, se non appartenenti allo stesso nucleo familiare o componenti di gruppi (fino a otto permessi).

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Alle 14, nel primo giorno, si contano 22 accessi, ne sono previsti massimo 50 per ora. E, a richiedere il biglietto, è questa una positiva sorpresa, sono soprattutto ragazzi di licei e scuole superiori. Come Martina e Luigi, 16 e 17 anni, fidanzatini di Quarto che raccontano con entusiasmo: «È la prima volta qui, siamo ignoranti ma interessati alla storia e all'arte», e sfilano l'uno accanto all'altro nel Teatro di corte allestito dall'architetto Ferdinando Fuga in occasione delle nozze di Maria Carolina d'Asburgo con Ferdinando IV di Borbone. «Dall'antica sala si accede nell'anticamera dal soffitto barocco che celebra un'altra unione coniugale: il matrimonio di Carlo di Borbone, ma il sovrano non compare nella raffigurazione», spiega Silvano Saccone, occhi azzurrissimi, dell'Ufficio di direzione. Si vedono, invece, le tracce della decorazione del Seicento tra i mobili dei Savoia, e tutte le sale sono con vista su piazza del Plebiscito, in parte transennata e ancora con le scritte del concerto di Paul McCartney cancellato tra le polemiche per i voucher in sostituzione del rimborso in denaro.
 


Avanti tutta fino alla sala del Trono, con il grande baldacchino e le Minerve che presentano le varie province: simboli di ricchezza, una bussola e varie onorificenze. La Sala degli Ambasciatori è invece un cantiere, lavori al via proprio da ieri; in quella del Gran Capitano i faretti già esaltano le cromie originali delle opere di Battistello Caracciolo, la finestra di fronte ha un panorama mozzafiato. Poi si accede allo studio di Gioacchino Murat: «Il pezzo forte è la scrivania realizzata per Napoleone», aggiunge Saccone. A seguire si ammirano la Stanza della regina e gli altri Salottini. L'ultima tappa è davanti alla Cappella, splendida ma dietro una cordicina sottile (restano nel complesso, come negli altri siti del Mibact, problemi di personale).

L'uscita è dunque separata in base alle indicazioni anti-contagio e, davanti al QrCode che permette di avere più informazioni e servizi interattivi, si incrociano pure i primi turisti, tra cui Rainer Pretsch, 43 anni, lunedì scorso arrivato in aereo da Francoforte.

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«Ora l'obiettivo è aprire la nuova biglietteria, con il bookshop e lo speciale allestimento, e inaugurare le mostre già programmate tra cui il Don Chisciotte e inventarne di nuove», afferma il direttore di Palazzo Reale, Paolo Mascilli Migliorini.

La direttrice dei Musei Campania, Marta Ragozzino, annuncia altre iniziative per le Giornate europee dell'archeologia (19-21 giugno), e le ulteriori aperture (1° luglio): con la Grotta Azzurra e Villa Jovis, il museo Duca di Martina e un'ulteriore parte del Parco della Floridiana, insieme con il Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes, dove già da sabato prossimo tornerà accessibile la sezione dedicata al Museo delle Carrozze. 

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