Patto tra ospedali e musei a Napoli: «L'arte elisir per i depressi»

Martedì 24 Dicembre 2019 di Ettore Mautone
Patto tra ospedali e musei a Napoli: «L'arte elisir per i depressi»
Curarsi con l'arte per alleviare le sofferenze del corpo e dell'anima, in una parola Cur'Arti. Parte in Campania la prima rete fra musei e ospedali in Italia. Il trattamento di arteterapia da praticare visitando mostre e musei in Italia sarà reso prescrivibile a pazienti sofferenti di patologie croniche, affetti da disturbi dell'alimentazione, disturbi psichici, sindromi ansiose-depressive ma anche nel trattamento di patologie organiche non solo neurologiche, come l'ipertensione arteriosa, e nella riabilitazione delle sindromi post-traumatiche oncologiche o neurodegenerative. L'idea e la scrittura del progetto sono firmati da Francesca Barrella, medico internista responsabile dell'Angiologia del Centro cardioangiologico Medicor di Pozzuoli e presidente dell'associazione Il Ventre di Parthenope ma hanno già aderito il Comune di Napoli, il Polo museale campano nel Palazzo Reale di Napoli, il Museo archeologico dell'antica Capua, Anfiteatro e Mitreo e Scuola Comix Napoli e l'azienda ospedaliera dei Colli. All'iniziativa collaborano il manager Maurizio Di Mauro, Sergio Ferraro, primario della Cardiologia del Cto e Nicola Caracciolo, governatore Pio Monte della Misericordia e Silvana Figlioli, psicocriminologa della riabilitazione.

«Il ProgettoCur'Arti - spiega Barrella - si propone di creare una rete tra istituti sanitari e luoghi di cultura (musei, teatri, biblioteche, fondazioni lirico-sinfoniche e altri) disponibili all'accoglienza di pazienti affetti da patologie croniche al fine di avviarne le sofferenze. Cur'Arti è promosso nell'ambito del Progetto di riabilitazione e prevenzione del disagio giovanile Seme di Luce anche questo ideato da me». L'iniziativa ha già ottenuto l'adesione del direttore del Polo Museale Campano Anna Imponente. «L'obiettivo comune - spiega quest'ultima - è promuovere l'inclusione sociale ed il benessere del cittadino, tra le nuove sfide delle politiche culturali». In rete anche il Museo archeologico dell'Antica Capua, Anfiteatro e Mitreo di Santa Maria Capua Vetere già impegnati in progetti di inclusione sociale come Arteteca ludoteca museale e HortiCultura contro la povertà educativa, promossi da Ida Gennarelli. Una rete innovativa per la creazione di un network tra Istituti, luoghi di cultura e strutture sanitarie fra crescita culturale, inclusione sociale e sensibilizzazione all'Arte che si fa strumento di cura. Proprio dall'azienda dei colli partiranno le prime prescrizioni di arteterapia per i pazienti che potranno usufruire dell'accoglienza nei musei con accesso gratuito e partecipazione ad attività ludico-terapeutiche. Di recente l'unità di Psicologia clinica dell'Ospedale dei Colli guidata da Alberto Vito ha già avviato l'analogo progetto La Bellezza che cura con visite guidate gratuite per pazienti oncologici.

Il primo ampio progetto di prescrizione terapeutica nelle strutture e luoghi di cultura in Europa è stato avviato in Canada nel 2018. L'accordo è stato stipulato tra il Montreal Museum of Fine Arts e l'Associazione di medici francofoni del Canada, guidata dalla vicepresidente Hélène Boyer. La direttrice del Museo Nathalie Bondil, promotrice dell'iniziativa, è partita dall'idea che la percezione delle opere d'arte possa stimolare l'attività neurale ed influisce positivamente sul nostro benessere. La Boyer, medico, ricorda come «il semplice gesto di uscire di casa e concentrarsi su qualcosa di diverso rispetto alla propria malattia lenisce il dolore e la disabilità». © RIPRODUZIONE RISERVATA