Sistemi diversi tra Pompei e Ercolano Scavi, è scontro sulle prenotazioni

Domenica 21 Giugno 2020 di Susy Malafronte

Pompei ed Ercolano, le due città archeologiche sorelle ma «rivali» nei criteri di prenotazione online. La prima pone dei limiti ai turisti consentendo di prenotare solo fino a 4 giorni prima. La biglietteria web di Ercolano, invece, offre un servizio più a lungo termine, fino a ottobre inoltrato. Eppure si tratta dello stesso gestore.

Accade, così, che i grandi e medi tour operator, italiani e esteri, hanno bisogno di vendere i pacchetti cosiddetti «certezza» con largo anticipo. Ad esempio: a un gruppo straniero che intende visitare Pompei a luglio l'agenzia di viaggi non può vendere il tour archeologico, in quanto a sua volta si sente rispondere dagli uffici che la soprintendenza  «non può dare conferme» e che pertanto bisogna «chiamare qualche giorno prima della data prescelta per la visita». Di fronte a tali incertezze, ecco che il tour si sposta a Ercolano, sito archeologico più piccolo ma dalla pari suggestione, dove il quadro delle prenotazioni è più ampio.
 

 

Dopo tanta insistenza di richieste di incontri, dagli uffici pompeiani è giunta la convocazione, per la prossima settimana dei grandi nomi delle agenzie turistiche. Chi da sempre lotta per garantire servizi di qualità e funzionali ai turisti è Ettore Cucari, leader della Fiavet Campania-Basilicata, l'associazione che riunisce i titolari delle agenzie di viaggio con sede nelle due regioni. «Il settore è già in piena crisi - afferma Cucari - se poi si aggiungono pure i problemi burocratici, allora stiamo inguaiti. Un dato fondamentale su cui riflettere è che non faremo i grandi numeri degli anni scorsi. Molte crociere hanno già cancellato i tour con direzione Pompei, e se a queste gravi perdite va ad aggiungersi anche la chiusura del sito il lunedì la situazione diventa ancor più grave. Il lunedì - spiega Cucari - è il giorno in cui a Napoli attraccano le grandi navi da crociera, almeno quelle che non hanno annullato la Campania dalle loro rotte. E il Parco Archeologico che fa? Decide di chiudere proprio il lunedì, circostanza mai avvenuta. Allora perché chiudere, in tempi di crisi? Non voglio dare colpe alla gestione degli Scavi però sarebbe opportuno essere più collaborativi. Stiamo pregando affinché i turisti tornino, ebbene facciamo di tutto per non rendere loro la vita difficile. Quando devono essere assunte decisioni sul turismo sarebbe preferibile ascoltare gli esperti del settore. L'invito alla collaborazione è per mettere un rimedio ad una stagione turistica compromessa dalla crisi della pandemia che, con molta probabilità, non sarà l'unica».
 

Per Giuseppe Benessere, di «Smart Pompei», movimento che intende rendere la città turisticamente all'avanguardia sotto l'aspetto della tecnologia informatica, la piattaforma informatica che utilizza il Parco Archeologico per la vendita dei biglietti ha diverse falle. «Un turista dell'Unione Europea che intende trascorrere una vacanza a Pompei nel mese di luglio si trova negata la possibilità di prenotare il tour. Come può - domanda Benessere - un albergo vendere la camera, una guida vendere un servizio e un noleggio con autista proporsi ai turisti se l'attrattore principale di Pompei non consente ad un potenziale turista di organizzare il suo soggiorno?».

Attualmente il numero massimo di accessi al sito è di un massimo di centocinquanta persone ogni quindici minuti ed il numero medio di visitatori giornalieri registrato è di duecento, numero per lontano dai 20mila ingressi quotidiani a cui era abituata la regina dell'archeologia. 

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