«Pompeii - The Infinite Life», il Mann conquista la Cina

di Marco Perillo

Nel romanzo di Valerio Massimo Manfredi «L'impero dei draghi» Roma e la grande Cina antica si sfioravano in un incontro-scontro senza precedenti. Oggi i tesori di Pompei sbarcano nell'immenso Paese orientale pronti a incantare un pubblico di solito molto attento al turismo e alle bellezze archeologiche. Sono 120 i pezzi di gran valore selezionati dal MANN, il Museo Archeologico di Napoli, che costituiscono il nucleo primario della mostra itinerante «Pompeii - The Infinite Life», pensato come il racconto archeologico più intenso della storia umana. La prima tappa è stata decisa nel Jinsha Archaeology Museum di Chengdu, nell'ambito di un progetto di ChinaMuseum di Pechino, che fornisce contenuti a oltre 500 musei cinesi, in collaborazione della Direzione generale dei Musei del Mibact.
 
 

«Oggi grazie all'archeologia percorriamo un viaggio ideale che supera la sfera spazio temporale: chi avrebbe mai immaginato di poter ammirare i reperti dell'area vesuviana restituiti alla luce coi guerrieri di Terracotta del primo imperatore cinese Qin Shi Huang. La mostra inaugurata rappresenta una vera e propria opportunità di dialogo culturale tra Italia e Cina», ha affermato nella cerimonia di apertura il sottosegretario al Mibact, Dorina La Cina è partner culturale italiano e «il nostro obiettivo è la costruzione di un dialogo continuo e permanente tra i settori dell'arte, della cultura e delle industrie creative dei nostri Paesi», ha aggiunto Bianchi. Per il console generale d'Italia a Chongqing Filippo Nicosia, l'iniziativa «dimostra l'impegno di Italia e Cina a rafforzare i rapporti culturali lungo la Nuova Via della Seta. A tale fine, assumono significato le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella secondo cui quest'ultima è una formidabile opportunità per creare nuovi percorsi per gli scambi culturali e per la conoscenza reciproca». Saranno utili i progetti «discussi per rafforzare la collaborazione fra i poli museali dei due Paesi, seminari bilaterali su archeologia e tecniche per il restauro e scambi di mostre». In mostra ci sono reperti di terracotta, bronzo e oro, statue, nonché affreschi e arredi dell'area vesuviana e risalenti all'età romana: oltre alla tappa di Chengdu che si chiuderà agli inizi di maggio, ci sono poi le sedi del Qinshihuang Mausoleum Museum (1 giugno - 24 agosto), del Tianjin Museum (21 settembre - 14 dicembre), del Wuhan Museum (8 gennaio - 2 aprile 2019) e di un quinto museo da in corso di definizione. L'allestimento è stato studiato in modo che i reperti di Pompei interagiscano con le meraviglie dei siti archeologici cinesi. Ad esempio, a Jinsha si incontrano i misteri della dinastia Shang e Zhou (fino al XVII secolo a.C.), a Xìan l'esercito di terracotta porta Pompei nel terzo secolo a.C., e al museo di Panloncheng la cultura di Erligang (1600-1450 a.C.) si confronta con il mito di Dioniso. 

 
Giovedì 8 Febbraio 2018, 20:22 - Ultimo aggiornamento: 08-02-2018 20:41
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