Ponticelli, educazione alla bellezza con i laboratori di serigrafia

Sabato 25 Luglio 2020 di Alessandro Bottone

Creatività e tenacia sono da sempre la forza delle realtà associative che operano a Ponticelli, quartiere nella periferia orientale di Napoli. Ora più che mai è importante insistere sulla bellezza e sulle energie del territorio: sui giovani, ma non solo. É lo scopo del laboratorio di serigrafia attivato da Maestri di Strada, l'impresa sociale che da anni segue le esigenze educative di questo angolo di città, e dall’associazione e • s • t.

Una trentina di persone prendono parte alle attività che si svolgono negli spazi aperti del «Cubo» del lotto G di Ponticelli, ovvero nel centro polifunzionale di via Curzio Malaparte. Con un paziente e meticoloso lavoro si realizzano shopper nel piccolo laboratorio di serigrafia artigianale dove sono stati installati i telai sui quali vengono impressi i disegni realizzati dai giovani e gli inchiostri biologici a base d’acqua. Nel primo step si crea un disegno. In questa fase ogni partecipante ha disegnato una foglia che, assieme a quella degli altri, forma una composizione finale, una fantasia floreale tropicale. Successivamente il disegno viene impresso su un telaio grazie all’utilizzo di una emulsione fotosensibile che lo renderà permeabile. Forzando con una racla di gomma si ottiene la stampa: l’inchiostro attraversa le maglie aperte e si deposita sul sottostante supporto, in questo caso il tessuto della shopper.

Il laboratorio permanente delle arti visive è sostenuto dall’associazione Maestri di Strada onlus ed è curato dall'arteducatrice Cira Maddaloni, presidente dell’associazione e • s • t. Grazie al tamtam su profilo Instagram, curato dagli esperti di e • s • t Sara Ferraioli e Gabriele Gigante, le borse sono andate sold-out in pochissimo tempo.

Educare alla bellezza. «L’arte ed il bello costituiscono una modalità privilegiata per uscire da sé ed insieme restare in contatto con le proprie emozioni: sono gli strumenti per far affiorare e percepire capacità e competenze insospettate e non rilevabili facilmente nel contesto scolastico e nella propria comunità» dice Cira Maddaloni di e • s • t. «L’arte - evidenzia l’educatrice - permette di ricucire i vissuti frammentati dei  giovani partecipanti che all’inizio del proprio percorso laboratoriale non sanno chi sono e non sanno di essere capaci di produrre la bellezza».

Non un passatempo ma una vera e propria sfida, ovvero quella di creare un micro incubatore d’impresa. «Il nostro sogno educativo è quello di favorire lo sviluppo di una micro-attività economica che possa tradursi in opportunità lavorative per i nostri giovani» sostiene Cira Maddaloni che aggiunge: «Abbiamo avuto modo di testare le potenzialità di auto-sostenibilità di questo laboratorio scambiando, con libere donazioni, tutti i manufatti artistici realizzati. Quest’anno, in continuità con l’anno precedente, ci è stato commissionato un gran numero di shopper che ci inorgoglisce e ci lascia ben sperare per il futuro».

«E • s • t nasce dal desiderio di tre arteducatori cresciuti professionalmente e non solo a Napoli orientale. I quartieri di Barra, San Giovanni a Teduccio e soprattutto Ponticelli rappresentano la nostra scelta, non un approdo fortuito. Qui la materia umana è viva e pulsante, il nostro desiderio è quello di sognare e crescere insieme ai giovani che li abitano» sottolinea Cira.

«Io e Cira siamo cresciute al don Milani di San Giovanni a Teduccio e sappiamo quanto azioni calate dall’alto possano essere soltanto momentaneamente efficaci» dice Sara Ferraioli. «Fare comunità - aggiunge - significa ascoltare, costruire relazioni significative, sognare insieme, progettare e realizzare bellezza insieme a chi ogni mattina si sveglia in questi quartieri. È così che viene concepita ogni azione di est, anche e soprattutto questo laboratorio».

Ultimo aggiornamento: 20:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA