Premio penisola sorrentina al direttore del Mattino Francesco de Core: «Appassionato interprete del Sud»

Premio penisola sorrentina al direttore del Mattino Francesco de Core: «Appassionato interprete del Sud»
di Alessio Liberini
Sabato 17 Settembre 2022, 23:56 - Ultimo agg. 18 Settembre, 08:12
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«Lucido e appassionato scrittore meridionale e mediterraneo che riesce sempre ad interpretare quell’orizzonte di attesa e di speranza che rappresenta il Sud. Da lui declinato come “Un pallido sole che scotta”». Mario Esposito, Presidente del premio Penisola Sorrentina Arturo Esposito, usa il titolo di un libro dello stesso Francesco De Core per riassumere, in breve, le motivazioni che hanno portato al riconoscimento, per la letteratura, al direttore del quotidiano Il Mattino. Premiato questa sera - a bordo della nave goletta Palinuro, attraccata nel pomeriggio al Molo Angioino di Napoli - a termine della due giorni del progetto speciale “Le città e il mare”, organizzato con la collaborazione della Città Metropolitana di Napoli, della Regione Campania e della Fondazione Banco di Napoli. Un evento che inaugura, nei fatti, la 27esima edizione della kermesse patrocinata della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

A consegnare il prestigioso riconoscimento al direttore del quotidiano - esperto di studi su Ignazio Silone ed autore di interessanti opere come “Silone, l’avventura di un uomo libero”, “Silone, un alfabeto” e “Con gli occhi di Caravaggio” - è stato direttamente il primo cittadino di Sorrento, Massimo Coppola: «Il mare unisce luoghi e culture, popoli e saperi - ha spiegato il sindaco Coppola - Dalla penisola sorrentina a Napoli, all’intero Mediterraneo, è un elemento che caratterizza il nostro paesaggio, veicolo di emozioni ma anche grande attrattore di turismo, e dunque essenziale per lo sviluppo di questi territori».

«Il mare – racconta De Core durante la cerimonia di premiazione – è sempre stato un punto centrale o di riflesso della creatività e della cultura napoletana. Mi sembra giusto ricordare, anche se per sommi capi, questo legame fortissimo e indissolubile in positivo e qualche volta anche in negativo del rapporto tra la città e il mare».

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Ed è proprio il mare il filo conduttore scelto per l’inaugurazione della nuova edizione del Premio. Tenuta a bordo dell’incantevole nave scuola della Marina Militare Italiana, davanti ad una platea ricchissima di ospiti d’eccezione a partire dal Comandante della Nave Palinuro Francesco Rima, per ribadire che il mare «unisce i paesi che separa», come affermò il poeta inglese Alexander Pope.

«Un mare di mito, di cultura, di storia e tradizione – precisa il presidente e direttore artistico, Mario Esposito – “La cultura non isola” è il motto scelto da Procida. La nave Palinuro, che ospita il Premio, ha lavorato in sinergia con Procida Capitale italiana della cultura. E, da quest’isola, ha scelto di venire al golfo di Sorrento. Una cultura che sogna e diventa continente: le tante isole diventano così arcipelago di bellezza. Mare come mito ma anche mare come ambiente, come rispetto, come resilienza, come appartenenza: sono questi gli ingredienti speciali di una cultura che tenacemente si misura e si confronta con la vita». 

L‘evento è stato anche occasione per proclamare ufficialmente il vincitore del contest “Racconti di Mare”, promosso dal Master di drammaturgia e cinematografia della Università di Napoli Federico II. La Giuria, presieduta da Pasquale Sabbatino e composta da Giuseppina Scognamiglio, Vincenzo Caputo, Anna Masecchia e Matteo Palumbo, dopo aver esaminato 400 lavori prevenuti da ogni parte del globo, ha scelto la pellicola "Fino al mare" di Daniele De Stefano e Pasquale Fresegna. Prodotta da Art33, centro di produzione artistico – culturale di San Giovanni a Teduccio. Nato dalla riqualificazione di una scuola abbandonata che oggi è diventata un punto di riferimento per la vita sociale e culturale dell’intera periferia orientale della città. Il mare bagna Napoli, ma non per tutti i suoi cittadini. È la storia di un mare negato quella che hanno raccontato sapientemente i due registi, facendo emergere la bellezza di un territorio che combatte e resiste col sorriso davanti ad ogni tipo di avversità.

«Il lavoro – racconta la presidentessa dell’associazione Art33, Mariarosaria Teatro – è stato dedicato al territorio di San Giovanni a Teduccio. Alla ricerca delle storie e dell’identità di questo quartiere e il mare ne è un elemento fondamentale anche se è un rapporto molto complicato. È un mare che avrebbe bisogno di un grosso lavoro di bonifica: Napoli est è un territorio che reclama il suo mare. Per questo vedere che è stato premiato è davvero una forte emozione». 

 

Nel corso della giornata non sono mancati altri momenti di grande importanza culturale. Come l’esposizione, a bordo della nave Palinuro, dell’installazione artistica realizzata da Giuseppe Leone. Un trittico, composto da tre raffigurazioni con sfondo le lettere della scrittura afona che richiamano alle onde del mare, dedicato al rapporto tra Pier Paolo Pasolini e il mare, nel centenario della sua nascita.

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