Cade l'ultimo tabù, Procida vuole aprire i «Misteri» alle donne

Venerdì 22 Febbraio 2019 di Domenico Ambrosino
La processione dei Misteri che si tiene a Procida il giorno del Venerdì Santo registrerà quest'anno molto probabilmente una clamorosa novità. A trasportare a braccio le pesanti tavole iconografiche, che rappresentano episodi della vita, passione e morte del Cristo, insieme ai giovani isolani ci saranno anche le ragazze. È un tabù che cade dopo quattro secoli, da quando agli inizi del 1600 la processione fu promossa dai Gesuiti nell'isola. Le due associazioni procidane dei «Ragazzi dei Misteri» e «L'isola dei Misteri», composte dai giovani che progettano, costruiscono e portano i Misteri pasquali, hanno chiesto ufficialmente alle autorità laiche e religiose della Congrega dei Turchini (che organizza la manifestazione) e della Curia di Napoli da cui la Chiesa procidana dipende la partecipazione attiva delle ragazze al sacro rito.
 
«Da anni scrivono i ragazzi siamo sollecitati, addirittura assillati, da bambine e giovanette dalla possibilità di essere accolte e coinvolte nella costruzione e trasporto dei Misteri. Ma abbiamo dovuto sempre deluderle, dando loro risposte approssimative, perché finora esiste ancora un veto, di cui non si comprendono le motivazioni, da parte delle autorità organizzatrici». In verità il veto alla partecipazione delle donne alla processione è caduto nel 2014, quando furono ammesse al corteo penitenziale le «consorelle», cioè le donne che nel frattempo si erano iscritte alle varie congreghe dell'isola, grazie ai nuovi regolamenti emanati dalla Chiesa. Ma la loro partecipazione finora resta ridotta a un ruolo secondario: le «consorelle» sfilano accanto alla statua della Madonna Addolorata, o si limitano a tenere in braccio il proprio «Angioletto», ma non prendono parte al trasporto dei Misteri, una «fatica» riservata solo ai maschi. «Ora spiega Giuseppe Lubrano, animatore dell'«Isola dei Misteri» - è tempo di cambiare. Noi che stiamo portando avanti un progetto didattico presso la scuola media locale proprio sulla ideazione e costruzione dei Misteri, abbiamo raccolto un vero e proprio grido da parte delle ragazze che chiedono di partecipare attivamente alla Processione».

«Forse si pensa che non siamo in grado di reggere il peso e la fatica del trasporto delle tavole - incalza Imma Mezzo, che partecipa alla vita delle associazioni - oppure si è di fronte all'atavica discriminazione sessista». La richiesta comunque sembra abbia trovato ascolto. Le autorità della Congrega e della Curia napoletana in testa i sacerdoti Giuseppe Tufo, capo dell'Ufficio Diocesano, Marco Meglio, padre spirituale della Congrega dei Turchini, Lello Ponticelli, vice decano sono orientati a dare pieno assenso alla richiesta. «È nuova linfa che arriva nella Chiesa» dicono con convinzione. © RIPRODUZIONE RISERVATA