«Contratti che ledono i diritti», sit in dei lavoratori agli Scavi di Ercolano

Manifestazione di stamattina
di Francesca Mari

ERCOLANO - Contratti che «ledono i diritti dei lavoratori»: stato di agitazione per gli addetti alle pulizie degli Scavi di Ercolano, stamattina sit in nel Parco archeologico. Questa mattina dalle 10 alle 14.30 una delegazione di lavoratori degli Scavi sostenuta dal sindacato Usb ha protestato contro i nuovi contratti che la ditta di pulizia vuole far firmare ai sette dipendenti addetti al servizio nell’area archeologica.

I sindacati contestano alcune clausole contenute nei nuovi contratti proposti dalle aziende che hanno vinto gli appalti per gli Scavi. «Da quando il Parco di Ercolano è diventato autonomo – ha detto Maurizio De Martino, delegato regionale Usb – nuove aziende hanno vinto gli appalti e, in particolare, quelle addette alle pulizie (la Pumaver Srl e l’Alma Partenope) vogliono imporre alcuni aspetti nei contratti individuali che per noi ledono i diritti dei lavoratori. In particolare, li vogliono obbligare a lavorare anche per altri cantieri, e quindi in altre zone, mentre sono impegnati nel Parco e poi a garantire la reperibilità anche in orari e giorni festivi. Abbiamo più volte cercato di risolvere bonariamente la questione ma le aziende non ci hanno dato riscontro, per cui abbiamo avviato la vertenza e indetto lo stato di agitazione».

Stamattina, quindi, i lavoratori e i sindacati in protesta, nell’ambito di un’assemblea retribuita, sono stati accolti dal direttore del Parco, l’archeologo Francesco Sirano, che ha fissato un incontro per gli inizi della prossima settimana con le ditte, i lavoratori e i sindacati per risolvere la questione. L’assemblea è stata sciolta un poco prima del previsto, dopo l’incontro con il direttore, per non intralciare il lavoro amministrativo del Mibact.
Venerdì 24 Agosto 2018, 18:34
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