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Raffaele La Capria, il Comune di Napoli: «Sì al parco letterario»

Martedì 5 Luglio 2022 di Giovanni Chianelli
Raffaele La Capria, il Comune di Napoli: «Sì al parco letterario»

C'è un plauso unanime, da parte degli addetti ai lavori, alla proposta che lo scrittore romano Paolo Di Paolo ha fatto su Il Mattino, riportare parole e stralci dei romanzi di Raffaele La Capria nei suoi luoghi dell'anima. Piace l'idea di trovare le sue parole sulle panchine, i muri, i cartelli di palazzo Donn'Anna, liceo Umberto, Villa comunale e la stazione zoologica Anton Dorhn, fino a Capri e la Costiera. Con un obiettivo, creare un percorso turistico e culturale dedicato a Dudù.

La prima a parlare di possibilità concrete e di progetti legati alla memoria dell'autore di Ferito a morte è Teresa Armato, assessore al Turismo e alle Attività produttive della giunta Manfredi: «Sicuramente ci saranno iniziative che ricorderanno il grande scrittore ed intellettuale che aveva Napoli nell'anima» dice. E accoglie con entusiasmo l'iniziativa di un itinerario per omaggiare La Capria: «L'idea di un percorso turistico dedicato ai luoghi della città citati nei suoi libri mi sembra molto interessante. Come Comune siamo senz'altro disponibili a metterci intorno ad un tavolo ed esaminare le proposte». Lo scrittore di best seller Maurizio De Giovanni apprezza l'idea e rilancia, allargandola ai ragazzi dell'Umberto e altri: «È una iniziativa bella e semplice, si può realizzare con poco e rappresenta il giusto tributo a uno scrittore straordinario. Non solo, così si potrebbe finalmente celebrare una generazione eccezionale nata a ridosso degli anni '20 del '900: personalità del calibro di Pomilio, i due Rea, Prisco, Compagnone e la Ortese che se non era napoletana lo diventò di diritto. Allargando ad altri campi e anni, inserirei anche Rosi, Ghirelli e Patroni Griffi, De Crescenzo e Pazzaglia». Tutti autori, dice il papà del commissario Ricciardi, «le cui parole sarebbe giusto ritrovare nelle strade, sui muri, sulle panchine di Napoli e dintorni per riportarli qui simbolicamente. A differenza della mia generazione dovettero lasciare la città per affermarsi. Oggi la città è cambiata e ha una scena culturale viva, poi il digitale amplia la possibilità di restare a Napoli e offrire un racconto in presa diretta». 

Dunque tanti percorsi, intitolati a più scrittori e personalità della cultura: «Perché no? Diventerebbe un omaggio sobrio e dal valore non solo simbolico, potrebbe giocare un ruolo nella diffusione presso le giovani generazioni di una produzione eccellente, nostra, napoletana». Viola Ardone, scrittrice, autrice tra gli altri de Il treno dei bambini, ha anche un suggerimento: «Se potessi esprimere una preferenza direi di iniziare dalla stazione zoologica Anton Dorhn, anche per motivi personali - ci portavo mio figlio piccolo - e perché è un luogo di grande valore». L'ente di ricerca e quell'area della Villa comunale, commenta, «sono posti che mi fanno venire in mente l'incipit di Ferito a morte, una prospettiva subacquea che emerge insieme al narratore, perfetta metafora della città. In un mare, come sempre, presente e assente. Collocare là una dedica dai suoi libri potrebbe essere ideale».

 

Gennaro Carillo è professore ordinario di Storia del pensiero politico all'università Suor Orsola Benincasa e da tre anni dirige il festival Salerno letteratura insieme a Di Paolo: «Ricordare La Capria è assolutamente doveroso, purché lo si faccia provando ad essere all'altezza del suo stile. E senza mai dimenticare che il modo migliore di ricordarlo è rinnovarne la lezione di grande civismo, riflettere a fondo sulla sua idiosincrasia verso i napoletani che fanno i napoletani, consolidando stereotipi». Così, dice Carillo, «anche amare di più i cani randagi è amare La Capria, i tanti Guappo che non hanno avuto la fortuna di un padrone come lui. E prendersi cura, oltre che di Vico, il filosofo, anche del vico, magari sommerso di munnezza, come scriveva, liquidando tante retoriche che dissimulano i guasti del presente dietro i fasti culturali di un passato idealizzato». 

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