Firmato il patto Regione e Chiesa a sostegno dei giovani campani

Venerdì 24 Luglio 2020 di Giuliana Covella

«Un’intesa di ampio respiro, che parte dai bambini e arriva agli universitari e fornisce anche una importante preparazione al lavoro, che è una questione morale ed etica. Questi giovani rischiano di buttarsi nelle braccia delle organizzazioni malavitose che pagano bene, stanno lì sotto casa e danno 150 euro al giorno solo per avvisare se passa la polizia». Così il cardinale Crescenzio Sepe a margine della firma del protocollo d’intesa siglato insieme al governatore Vincenzo De Luca tra Regione Campania e Conferenza episcopale campana, che prevede azioni di contrasto alla marginalizzazione sociale attraverso la valorizzazione del ruolo delle parrocchie nella comunità civile e pastorale. Momenti di socialità, lotta alla dispersione scolastica e orientamento al lavoro saranno i tre piani di intervento.
 


Un importante progetto per sostenere i giovani appena usciti dalla terribile esperienza del lockdown in 24 Diocesi della regione, che collaboreranno con parrocchie e oratori sui territori dei quartieri a rischio. «Un bel segno di aiuto reciproco per diffondere nelle nuove generazioni i valori della solidarietà», ha detto Vincenzo De Luca, presidente della Regione definendo l’accordo siglato con la Conferenza episcopale campana. «Questa sinergia - ha aggiunto - è il segno della grande attenzione e della collaborazione con la Chiesa dell’area metropolitana di Napoli cresciuta in questi anni. Un’intesa preziosa per affrontare le criticità dei prossimi mesi». Un’intesa per «definire e strutturare percorsi di integrazione dei giovani a rischio marginalizzazione e di attività educative, sociali, ludiche e ricreative», ha rimarcato il governatore. Regione e Curia lavoreranno insieme su tre campi d’azione. L'affettività per favorire, dopo il lockdown, la creazione di modelli di solidarietà tra adolescenti radicati nella fraternità di relazioni stabili in questo tempo di precarietà. In particolare, per educare i giovani a recuperare una socialità e un'affettività che contribuiscano alla loro crescita. La dispersione scolastica per sostenere - anche tramite il volontariato gratuito non retribuito - esperienze che lavorano sul territorio per evitare che i ragazzi vicini alla maturità abbandonino la scuola. L'orientamento al lavoro per favorire la realizzazione di progetti volti alla promozione di un lavoro creativo, solidale, sostenibile, un percorso destinato ai giovani in cerca di lavoro, che hanno una propria idea di impresa o studenti universitari. «Il rafforzamento delle comunità locali - spiega l'assessore all’istruzione Lucia Fortini - passa anche attraverso il prezioso operare di oratori e parrocchie che sono presidi di educazione e socialità con una funzione fondamentale per gli adolescenti e i giovani. L'intesa siglata con la Cec è un ulteriore importante passo per costruire insieme percorsi di partecipazione, legalità e solidarietà, in particolare nei quartieri dove maggiore è il disagio delle famiglie e il rischio di marginalizzazione». La Conferenza episcopale campana individuerà 24 singole Diocesi in tutta la Regione, che favoriranno lo svolgimento della funzione educativa e sociale svolta dalla parrocchia mediante l'oratorio. «L’accordo è un atto importante che riguarda la nostra gioventù - ha aggiunto il cardinale - in un momento in cui sembra si siano svuotati i valori e le attività di valore sociale della nostra società». «Questa intesa - ha concluso - vuole essere la risposta concreta al futuro prossimo che dobbiamo affrontare. Un cammino che fin dal primo momento nel dialogo con gli assessorati all'istruzione e alle politiche sociali ha visto un’intesa perfetta tra la nostra attività giovanile e quella della Regione».

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