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San Carlo, il bilancio approvato
​all'unanimità: la Regione non strappa

Martedì 8 Marzo 2022 di Luigi Roano
San Carlo, il bilancio approvato all'unanimità: la Regione non strappa

Approvato all'unanimità il bilancio e il budget - 41 milioni - del San Carlo per la stagione in corso. La Regione non si sfila, partecipa al Consiglio di indirizzo di ieri e vota sì al documento. Ma mantiene il taglio del Puc che vale poco meno di 5 milioni e allo stesso modo non fa passi indietro sulle critiche alla gestione artistica di Stéphane Lissner e su quella amministrativa di Emmanuela Spedaliere. Questo in estrema sintesi quanto accaduto ieri al Massimo napoletano.

Si temeva lo strappo definitivo della Regione retta da Vincenzo De Luca con addirittura l'uscita dal Consiglio, invece nonostante i dubbi l'ente di Santa Lucia per ora resta al suo posto e versa più o meno 7 milioni per mantenere quel seggio. Al netto di questo gioco di specchi, la cifra politica che viene fuori è che il clima è meno teso rispetto alle settimane scorse. Il segnale che la moral suasion messa in campo dal sindaco Gaetano Manfredi - che è il presidente del Consiglio di indirizzo - sta avendo effetto. E a dire il vero non l'unica personalità del Consiglio che in questi giorni, malgrado le tensioni, si è mosso con decisione verso il governatore e la sua squadra con atteggiamento costruttivo evitando dolorosi strappi che potevano nuocere al Teatro.

La chiave di volta utilizzata dal sindaco per aprire un varco nel muro di gomma della Regione è la collaborazione istituzionale. E ieri erano presenti tutti i membri del Consiglio. Oltre Manfredi, Alessandro Barbano nominato dal Mibac, socio fondatore come il Comune e la stessa Regione rappresentata da Maurizio Borgo. Con loro Mariano Bruno e Maria Luisa Faraone Mennella. L'imprenditrice che sta costruendo con l'ex rettore il percorso per fare entrare sponsor privati di livello in maniera stabile. Trapela che si punta a grosse banche e compagnie assicurative. E anche sponsor istituzionali come accade per altri Teatri come la Scala di Milano. Il Consiglio è durato poco meno di un'ora, dove tutte le parti hanno mantenuto un atteggiamento collaborativo per il bene del Teatro più antico d'Europa e prestigioso del mondo.

La Regione ha fatto cadere la pregiudiziale su Lissner e la Spedaliere perché ha preso atto che l'istruttoria del Mibac sulla nomina della Spedaliere non ha fatto emergere profili di irregolarità. Ma sul tavolo Borgo ha lasciato la richiesta di revoca sia del direttore generale che di Lissner per «motivi di opportunità». L'unico momento di gelo perché nessuno degli altri membri ha raccolto. Del resto con il parere positivo del Mibac era difficile individuare quali fossero questi «motivi di opportunità». Richiesta di revoca che resta comunque agli atti e anche questo è un fatto. Da Palazzo San Giacomo trapela la soddisfazione del sindaco, perché anche lui con doti di mediatore non comuni, a un certo punto ha temuto che la Regione si sfilasse. Invece ha tenuto botta - anche alle pressioni interne - che il bilancio lo avrebbero approvato prima e senza l'ente di Santa Lucia. L'ex rettore è invece andato avanti per la sua strada. Salvando così una collaborazione istituzionale preziosa e oggettivamente irrinunciabile come è quella della Regione.

Per il Massimo napoletano si annuncia una stagione teatrale di livello con un budget che è tornato quello dei tempi pre Covid di 41 milioni. Con la prospettiva che questa volta dal botteghino arriveranno altre risorse fresche in attesa che si concretizzi la partita degli sponsor. Che il clima in Consiglio era diverso rispetto alle scorse settimane lo si è capito anche dal fatto che il San Carlo è stato sollecitato a farsi sentire sulla guerra in Ucraina. Nella sostanza dare voce alla cultura con la sua musica e la sua arte sottolineando, perché no, che la Russia non è solo quella del dittatore Putin. Una iniziativa che è allo studio e che potrebbe concretizzarsi nei prossimi giorni.

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