Scavi di Pompei, Zuchtriegel fa il custode per un giorno: «Le chiavi un rompicapo»

Mercoledì 19 Gennaio 2022 di Susy Malafronte
Scavi di Pompei, Zuchtriegel fa il custode per un giorno: «Le chiavi un rompicapo»

Un infiltrato negli Scavi. No, nessun allarme, nessun buco nelle maglie di sicurezza. Semmai, l'infiltrato è davvero speciale, è Gabriel Zuchtriegel, custode per un giorno, calatosi nella parte per poter vivere di persona le criticità degli addetti alla vigilanza del Parco Archeologico di Pompei che dirige.

Sembra la sceneggiatura di una fiction, invece è realtà. Il direttore generale aveva rivelato la sua scelta solo ai suoi più stretti collaboratori. Ieri mattina si è presentato nell'ufficio del personale e ha chiesto di essere inserito in un turno di guardia. Tra l'incredulità del responsabile dell'ufficio gli è stato assegnato il turno pomeridiano, dalle 13,30 alle 19,30, dove mancava un custode, e la vasta area tra via dei Sepolcri e la Villa dei Misteri. Zuchtriegel ha indossato la divisa e si è messo al lavoro, senza fermarsi, neanche per una pausa caffè. «Ho anche sorpreso dei turisti che fumavano in aree vietate. Gli ho fatto presente la cosa e loro si sono scusati», racconta. 

I custodi, quelli veri, in un primo momento hanno pensato che si trattasse di un nuovo collega trasferito da qualche altro polo museale. Poi la sorpresa nel riconoscere dietro la mascherina gli occhi azzurri del loro direttore. A quel punto, dopo un attimo di sconcerto, si sono sentiti onorati nel lavorare per un giorno fianco a fianco con il «capo». Il direttore-custode è riuscito a sorprendere anche i turisti, che hanno scoperto un addetto alla vigilanza molto preparato. Zuchtriegel, infatti, oltre a fornire indicazioni sulla collocazione delle domus, ha «regalato» cenni archeologici e storici sugli edifici che solo un professionista del settore poteva conoscere. «Ero nella zona di Villa dei Misteri. Sono rimasto colpito dal fatto che qualche visitatore si è perso. Mi hanno chiesto informazioni su dove andare e se valesse la pena visitare la Villa. La cosa mi ha fatto molto riflettere. Molti visitatori girano per gli Scavi senza meta. Quello che per noi archeologi rappresenta un monumento di elevato valore storico, per molti turisti è solo un bel paesaggio da vedere». 

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Zuchtriegel ha aperto una nuova fase di dialogo con il personale e ieri ha voluto vivere in prima persona la vita del custode e capire se le criticità raccolte nei vari incontri con gli addetti alla vigilanza corrispondessero al vero. Molti i disagi elencati dal personale. I posti di guardia sono fatiscenti e i turni massacranti. Le zone da coprire sono molto vaste e le domus da proteggere tante. La città antica si estende su 66mila metri quadrati e, in media, sono in servizio 22 custodi per turno. Pochi rispetto all'area da sorvegliare. «Non ho indossato la divisa di custode solo per capire le criticità. Volevo anche entrare in questa parte del lavoro. In teoria sapevo già tutto. Ma la teoria è una cosa, la pratica è un'altra. I custodi mi hanno sempre detto che è molto difficile gestire tante chiavi. È vero: aprire e chiudere i cancelli, trovare la chiave giusta è davvero molto impegnativo. È un rompicapo. Ora devo riflettere e metabolizzare la mia giornata da custode». 

Zuchtriegel ha così voluto demolire quel muro invisibile innalzato tra il personale amministrativo e quello di vigilanza, così da mettere tutti sullo stesso piano, eliminando corsie preferenziali e dando maggiore considerazione a una categoria spesso sottovalutata rispetto alle responsabilità che ha e ai disagi che vive nella quotidianità. «Siamo felici che il direttore abbia voluto dare ascolto alle problematiche che gli abbiamo sottoposto nei vari incontri - hanno spiegato i custodi - e siamo onorati di averlo avuto come collega per un giorno. Ha dimostrato il suo interesse nel voler risolvere le criticità vivendole in prima persona. È stato bello lavorare con il direttore e scorgere il suo sguardo attento su ogni problema che si è presentato durante il turno».

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